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    <title>Piero Bosio - Personal Web Site</title>
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    <updated>2025-03-13T13:36:04Z</updated>
    <subtitle>Programmazione Informatica, Perl, Php, Python, Java, elettronica, pensieri personali.</subtitle>
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    <title>Raspberry Pi4 e Virtualmin</title>
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    <published>2025-03-13T13:00:00Z</published>
    <updated>2025-03-13T13:36:04Z</updated>

    <summary>Esperienza con pannello di controllo per domini e siti web in hosting Virtualmin GPL, installato su architettura ARM64 come il Raspberry RPi4 con Ubuntu server 24.10 64 bit.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Hardware" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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    <category term="virtualmin" label="Virtualmin" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
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        <![CDATA[<p><a href="https://pierobosio.it/assets_c/2025/03/raspberry_rpi4-78.php" onclick="javascript:void(&quot;mce-mt-event-placeholer&quot;);return false"><img src="https://pierobosio.it/assets_c/2025/03/raspberry_rpi4-thumb-205x140-78.jpg" width="205" height="140" alt="Raspberry RPi4 mainboard computer" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></a><strong>Il Raspberry Pi4</strong> è un piccolo computer con processore quad-core da 1,5 GHz con architettura ARM64 o aarch64. Esiste in varie configurazioni di memoria da 2GB a 8GB. In un articolo precedente ho già parlato della mia esperienza con il pannello di controllo da remoto <a href="https://pierobosio.it/hardware/virtualmin_e_raspberry_pi_4.php" title="Webmin e Raspberry Pi4">Webmin e il Raspberry Pi4</a>. Qui intendo aggiornare la mia esperienza con l'installazione su RPi4 di Virtualmin GPL che è un pannello di controllo per siti web e domini in hosting gratuito, a mio avviso molto potente. Esiste anche la versione professionale a pagamento. Ufficialmente l'architettura ARM64 non viene supportata da Virtualmin. Tuttavia io ho installato Virtualmin GPL su Pi4 senza problemi.</p>
<p><strong>Per prima cosa</strong> ho utilizzato l'utility imager versione 1.8.5 per creare una una sdcard con bootloader a priorità dalla porta USB in modo da configurare la eprom del Pi4 con quella caratteristica: "<em>boot from USB if available, othewise boot fron SD Card.</em>"</p>
<p><strong>Successivamente ho utilizzato Imager</strong> per scaricare e installare il file immagine <strong>Ubuntu server 24.10 64bit</strong>. Non è la versione 24.04 LTS di Ubuntu. Prima ho modificato i parametri di installazione di Ubuntu con username e password di login dell'utente principale da me scelti, come opzione offerta dall'utility Imager.</p>
<p>Ho copiato l'immagine di Ubuntu server su un disco ssd collegato tramite un cassettino/adattatore USB al mio PC desktop. Dopo la flashatura  del disco ho collegato il cassettino/adattatore con il disco ssd alla porta USB 3.0 del RPi4. Il Pi4 è partito senza problemi caricando Ubuntu e presentando la finestra di console con il login. Fatto il login ho aggiornato il sistema operativo e ho provato a collegarmi da remoto via <strong>SSH</strong> dal mio terminale Windows PowerShell da pc desktop, da dove ho fatto alcune modifiche alla configurazione della memoria virtuale, impostando una partizione della scheda SD come memoria Swap aggiuntiva.</p>
<p><strong>Ho poi dato il comando</strong>:<em> sudo sh -c "$(curl -fsSL https://software.virtualmin.com/gpl/scripts/virtualmin-install.sh)" -- --bundle LEMP</em> . L'opzione <em>--bundle LEMP</em> è quella che carica e installa il server web Nginx anziché Apache2. Naturalmente il sistema ti risponde con vari warning dicendoti che il sistema operativo è di serie B, non è raccomandato, non è supportatato al 100% e rischi un sistema instabile, suggerendoti l'opzione <em>--unstable</em>. Così ho dato il comando: <em><strong>sudo sh -c "$(curl -fsSL https://software.virtualmin.com/gpl/scripts/virtualmin-install.sh)" -- --bundle LEMP --unstable</strong> .</em> Malgrado gli avvisi di pericolo, la procedura parte e ad un certo punto ti chiede di impostare un fully qualified hostname ed io gli ho dato il nome del mio dominio locale: rasp.bosionet.it. La procedura si conclude senza problemi dopo alcuni minuti di attesa. Di seguito lo screenshot di tutta la procedura di installazione:</p>
<p><img alt="Screenshot installazione Virtualmin da terminale SSH su Raspberry Pi4" src="https://pierobosio.it/foto/rasp_virtualmin_2025-03-12%20221323.jpg" width="665" height="1080" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" />Mi sono quindi collegato all' indirizzo su rete locale https://192.168.178.211:10000 , porta di default: 10000, fatto il login con username e password di Linux Ubuntu, sono entrato nel pannello di controllo di Virtualmin. Di seguito lo scrennshot della finestra di controllo configurazione di Virtualmin, dalla quale non risultano problemi di configurazione.</p>
<p><img alt="Screenshot Checking virtualmin installazione" src="https://pierobosio.it/foto/virtualmin_checking.jpg" width="1043" height="953" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" />Per ora, malgrado i vari warning che sconsigliano l'installazione di Virtualmin su architettura ARM64 e su un sistema Ubutu non LTS non ufficiale, non ho trovato al momento problemi. Di seguito lo screenshot  con le informazioni della configurazione di sistema.</p>
<p><img alt="Screenshot Virtualmin informazioni di sistema installazione su Raspberry Pi4." src="https://pierobosio.it/foto/virtualmin_system_information_2025-03-13.jpg" width="811" height="789" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></p>
<p>Direi che per ora va bene. Non è la prima volta che uso Il Raspberry Pi4 con il pannello di controllo Virtualmin. Ho avuto modo di testarlo per alcuni anni con il pannello Webmin e non ho mai avuto problemi di instabilità.</p>]]>
        
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    <title>Registrazione delle telefonate</title>
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    <published>2025-01-28T20:00:00Z</published>
    <updated>2025-01-28T21:50:48Z</updated>

    <summary>La registrazione delle telefonate è una questione di sicurezza ed è quindi di vitale importanza. Gli smartphone privi di tale funzionalità vanno evitati</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="sicurezza" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p><strong>Ho dovuto sostituire</strong> il mio vecchio smartphone Android 7 di 5-6 anni fa perfettamente funzionante, perché alcune applicazioni non supportano poù Android 7 e non sono più installabili dal playstore, tra le quali l'applicazione che mi consente di collegarmi con la banca e ricevere i token di conferma operazioni. Il vecchio smartphone registrava le telefonate tramite una applicazione di terzi gratuita chiamata ACR phone.</p>
<p><strong>In sostituzione</strong> ho preso uno smartphone con Android 13 e ho notato con grande dispiacere che non registra le telefonate nemeno utilizzando applicazioni di terzi come ACR phone scaricabile dal playstore, perché pare che Google abbia bloccato, a partire da Android 9, le API che consentivano alle applicazioni di interfacciarsi con il microfono del cellulare. Così le telefonate non sono più registrabili se lo smartphone non dispone di una applicazione di sistema che registra le telefonate nativamente. Il fabbricante del telefono non prevede per il mercato italiano ed europeo la possibilità di registrare le telefonate nativamente, tramite applicazione integrata, (forse in un futuro). Infatti nella applicazione "telefono" dello smartphone non c'è l'opzione "registra telefonata" nel menu, attivabile durante una chiamata. Per gli smartphone destinati ad altri mercati l'opzione esiste, ma non per il mercato europeo dove, si sa, impera li GDPR.</p>
<p><strong>Andiamo male</strong> in questo modo, perché la registrazione delle telefonate è una questione di sicurezza. Se non lo capisci, svegliati. Non potendo registrare una telefonata, mi sento penalizzato anche con uno smartphone aggiornato e non capisco perché uno smartphone non possa registrare una telefonata, visto che ha già tutto per poterlo fare. Secondo me è da veri coglioni non poter registrare le telefonate. Google e il fabbricante del telefono mi fanno sentire come un coglione. Non mi venite a dire che in certi paesi è vietato registrare le telefonate, perché è una motiviazione assurda. Posso capire che sia vietato diffondere il contenuto di una telefonata senza il consenso dell'interlocutore, ma non posso capire il divieto di registrare una telefonata per riascoltarsela per conto proprio.</p>
<p><strong>Noi europei</strong> abbiamo quel bellissimo accrocchio burocratico chiamato GDPR che terrorizza tutte le aziende al di fuori dell'Europa, per cui è comprensibile che le aziende extraeuropee ci penalizzino nelle nostre libertà. Non ce ne rendiamo conto, ma in questo modo ce lo prendiamo in quel posto.</p>
<p>Se non lo hai ancora capito, te lo ripeto: è una questione di vitale importanza poter registrare le telefonate, perché coinvolge la tua sicurezza personale e quella degli altri. Gli smartphone Android che non registrano le telefonate, secondo me, sono solo delle mezze seghe, servono a poco e non vanno acquistati, meglio lasciarli sugli scaffali dei negozi, anche se te li rifilano gratuitamente. L' unica alternativa è l'acquisto di uno smartphone non Android che abbia l'opzione di registrazione delle telefonate.</p>]]>
        
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    <title>Il protocollo libero e aperto XMPP</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="https://pierobosio.it/internet/il_protocollo_libero_e_aperto_xmpp.php" />
    <id>tag:pierobosio.it,2022://11.1088</id>

    <published>2022-09-21T08:15:36Z</published>
    <updated>2025-01-28T21:34:31Z</updated>

    <summary>Wikipedia definisce XMPP come Extensible Messaging and Presence Protocol (precedentemente noto come Jabber). XMPP è un insieme di protocolli aperti di messaggistica istantanea e presenza basato su XML, standardizzato dalla Internet Engineering Task Force (IETF).</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Internet" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Extensible_Messaging_and_Presence_Protocol" title="Wikipedia XMPP" target="_blank"><img alt="XMPP Logo" src="https://pierobosio.it/foto/xmpp_logo.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="150" height="150" />Wikipedia definisce XMPP</a> come <b>Extensible Messaging and Presence Protocol</b> (precedentemente noto come <b>Jabber</b>). <a href="https://xmpp.org/" title="XMPP" target="_blank">XMPP</a> è un insieme di protocolli aperti di <span class="mw-redirect">messaggistica istantanea</span> e <span class="new">presenza</span> basato su XML, standardizzato dalla <a href="https://www.ietf.org/" title="IETF" target="_blank">Internet Engineering Task Force (IETF)</a>.</p>
<p><strong>Chiediti perché</strong>, per esempio, un utente Whatsapp non può comunicare con un altro utente Signal e viceversa, se non si fa un account su quella stessa piattaforma. Ciò non avviene con la posta elettronica. Con la posta elettronica, per esempio, un utente Gmail può comunicare e inviare email ad un utente Outlook o ad un utente Hotmail e viceversa, senza per questo doversi fare un account su Outlook o Gmail.</p>
<p><strong>Così, per il protocollo XMPP</strong> ti puoi fare un account su uno dei tanti server che implementano il protocollo XMPP e puoi comunicare con tutti gli altri utenti su server XMPP senza essere costretto a scegliere lo stesso fornitore del servizio, proprio come avviene con la posta elettronica, perché XMPP è un protocollo aperto, decentralizzato e standardizzato. Ma il bello è che con le competenze giuste, il server XMPP te lo puoi installare anche su un tuo server casalingo. In questo modo hai il pieno e totale controllo dei messaggi e della tua privacy.</p>
<p><strong>Il protocollo</strong> esiste dagli anni 2000 ed è alla base di applicazioni come Whatsapp, Google Talk, Skype, ecc., sebbene modificato e chiuso come fa più comodo ai gestori di quelle applicazioni. Tuttavia XMPP è un protocollo libero e decentralizzato, con i suoi pregi e difetti, secondo me valida alternativa alle applicazioni tradizionali centralizzate e chiuse come Whatsapp, Signal, Skype, dove gli utenti vengono addomesticati e trasformati in mucche da profilare.</p>
<p>Ci sono tanti client gratuiti XMPP che possono essere usati per comunicare con server XMPP, sia per Windows che per Linux, Andorid, Ios. Ognuno di questi client ha caratteristiche tipiche che possono implementare o meno vari tipi di protocoli e funzionalità xmpp come la crittografia end to end, il filesharing, chiamate audio e video, ecc.</p>
<p><strong>Per quanto mi riguarda</strong> ho installato un server privato XMPP utilizzando <a href="https://prosody.im/" title="Prosody IM, XMPP communication server" target="_blank">Prosody IM</a> sul mio PC casalingo all'indirizzo web <a href="https://chat.bosio.dev" title="XMPP service" target="_blank">https:/chat.bosio.dev</a> , dove il client web <a href="https://movim.eu/" title="Movim, social and chat platform for XMPP network" target="_blank">Movim</a> gestisce le comununicazioni su protocollo XMPP. Il mio indirizzo xmpp per eventuali comunicazioni è xmpp:piero@bosio.dev (da non confondere con la posta elettronica).</p>
]]>
        
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    <title>Social network decentralizzati e federati</title>
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    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1087</id>

    <published>2022-06-16T15:33:40Z</published>
    <updated>2025-03-17T12:23:44Z</updated>

    <summary>Friendica, Hubzilla, Mastodon sono le piattaforme di social network che ti suggerisco di prendere in considerazione. Ognuna di esse ha caratteristiche e funzionalità diverse con pregi e difetti, tuttavia sono piattaforme decentralizzate, libere, federate e open source.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Fediverso" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Internet" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Social Network" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Web design" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<ol><p><img alt="Protocollo ActivityPub logo" src="https://www.pierobosio.it/foto/ActivityPub_logo.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="283" height="178" />Io non ho mai avuto molta simpatia per i social network, soprattutto per quelli centralizzati e chiusi come Facebook, Twitter, Linkedin, ecc, proprio perché sono piattaforme chiuse e centralizzate, dove il proprietario o gestore della piattaforma può decidere quali tematiche o utenti privilegiare o penalizzare in base ai suoi interessi, in base alle sue politiche pubblicitarie o di marketing, utilizzando specifici algoritmi.</p>
<p><strong>Sono dell'idea</strong> che un vero social network per potersi chiamare social network (cioè rete sociale) deve essere neutrale e aperto a tutte le piattaforme, in modo tale che un utente di Facebook, per esempio, se vuole seguire un utente di Twitter e ricevere le notifiche degli aggiornamenti dalla stessa piattaforma, lo possa fare e viceversa.</p>
<p>Al momento non è possibile per un utente di Facebook seguire o leggere i post di un utente Twitter o ricevere sue notifiche dalla piattaforma Facebook, perché usano protocolli di social network incompatibili tra di loro. Di conseguenza non arrivano le notifiche di aggiornamento degli utenti su altre piattaforme, ma solo e soltanto quelli della stessa piattaforma. Se vuoi seguire un utente di un'altra piattaforma, devi farti un altro account su quella piattaforma.</p>
<p><strong>Le piattaforme di social network</strong> open source, decentralizzate e federate, invece, se condividono lo stesso protocollo di reti sociali chiamato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/ActivityPub" title="Protocollo ActivityPub" target="_blank"><strong>ActivityPub</strong></a>, secondo le<a href="https://www.w3.org/TR/activitypub/Overview.html" title="W3C ActivityPub Raccommendation" target="_blank"><abbr> W3C </abbr>Recommendation</a> , possono darti la possibilità di seguire più utenti diversi da piattaforme diverse e notificarti gli aggiornamenti di quegli utenti che hai deciso di seguire quando aggiornano il proprio stato o scrivono un nuovo post. In questo modo non sei limitato solo agli utenti di una singola piattaforma, ma puoi estendere i tuoi collegamenti a 360 gradi.</p>
<p><strong>Friendica, Hubzilla, Mastodon</strong> sono le piattaforme di social network che preferisco e che ti suggerisco di prendere in considerazione. Ognuna di esse ha caratteristiche e funzionalità diverse con pregi e difetti, tuttavia sono tutte piattaforme decentralizzate, libere, federate e open source.</p>]]>
        
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    <title>Mastodon Social Network</title>
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    <published>2022-06-06T22:09:47Z</published>
    <updated>2025-03-16T07:41:50Z</updated>

    <summary>Configurare il social network di microblogging open source, decentralizzato, Mastodon con Apache2. Un esempio di file di configurazione per Apache2.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Web design" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="mastodon" label="Mastodon" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p><img alt="Mastodon Logo" src="https://www.pierobosio.it/foto/mastodon_logo1.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="192" height="207" />Ho installato una istanza del famoso social network di microblogging decentralizzato e open source <strong>Mastodon</strong> sul mio server casalingo equipagiato con un Raspberry Pi 4 e Linux Ubuntu 20.04. <a href="https://docs.joinmastodon.org/admin/install/" title="Mastodon procedura installazione" target="_blank">La procedura di installazione ufficiale</a> prevede di usare <strong>Nginx</strong> come web server, io invece ho usato <strong>Apache2</strong> perché lo avevo già installato sul server e non mi andava di complicarmi la vita installando un web server diverso, per poi doverli configurare in modo che non si calpestino i piedi tra di loro. L'istanza Mastodon la puoi trovare all'indirizzo: <a href="https://soc.bosio.info" title="Istanza social network Mastodon" target="_blank">soc.bosio.info</a>. Si tratta appunto del mio Raspberry Pi 4 che gira in casa mia interfacciato su un IPv4 dinamico della TIM/Telecom e non in una Web Farm professionale. Se la connessione Tim ha problemi, il server non è più raggiungibile.</p>
<p><strong>La parte più ostica</strong> dell'installazione è stata quella di configurare Apache2 come server proxy in funzione delle esigenze di Mastodon. La guida ufficiale, purtroppo, non offre un file di configurazione di esempio per Apache2, ma solo per Nginx. Ho dovuto cercare su Internet file esempio di configurazione per Apache2 condivisi da altri smanettoni per cercare di capire come affrontare il problema e devo dire che ho trovato siti web che mi hanno aiutato perlomeno a preparare un file di configurazione di Apache2 funzionante. Però non so dire se la configurazione di Apache2 che ho trovato è corretta per le esigenze di Mastodon o se in futuro potrebbe darmi dei problemi.</p>
<p><strong>Mastodon</strong> è una piattaforma software con delle peculiarità particolari e interessanti che non conosco bene e che per ora non riesco a padroneggiare completamente, come per esempio il DBMS che non è il classico Mysql, ma è PostgreSQL. Tuttavia, qui intendo condividere <strong>il file di configurazione di Apache2</strong>, per quanto riguarda la sezione adibita a Mastodon. Ci sono moduli di Apache2 che se non sono già attivati, vanno prima comunque installati e attivati, tra questi:</p>
<ul>
<li>headers</li>
<li>http2</li>
<li>proxy</li>
<li>proxy_http</li>
<li>proxy_http2</li>
<li>proxy_wstunnel</li>
<li>socache_shmcb</li>
<li>ssl</li>
</ul>
<h3>File di Configurazione:</h3>
<p>&lt;VirtualHost xxx.xxx.xxx:80&gt;<br />    SuexecUserGroup "#xxxx" "#yyyy" # UserID e GroupID dell'utente mastodon.<br />    ServerName host.miodominio.tld<br />    DocumentRoot  # la cartella public di Mastodon, esempio: /home/mastodon/live/public<br />  <br />    &lt;Directory /home/mastodon/live/public&gt;<br />        # eventuali direttive Apache2 opzionali per la cartella<br />       ....<br />    &lt;/Directory&gt;</p>
<p>    RedirectMatch ^/(?!.well-known)(.*)$ https://host.miodominio.tld/$1</p>
<p># Update: Mastodon v. &gt; 3.5.3</p>
<p>Redirect 301 /.well-known/webfinger https://miodominio.tld/.well-known/webfinger<br />Redirect 301 /.well-known/nodeinfo https://miodominio.tld/.well-known/nodeinfo<br />&lt;/VirtualHost&gt;<br /><br />&lt;VirtualHost xxx.xxx.xxx:443&gt;<br />    SuexecUserGroup "#xxxx" "#yyyy" # UserID e GroupID dell'utente mastodon.<br />    ServerName host.miodominio.tld<br />    DocumentRoot  # la cartella public di Mastodon esempio: /home/mastodon/live/public<br />    &lt;Directory /home/mastodon/live/public&gt; <br />     # eventuali direttive Apache2 opzionali per la cartella <br />    ...<br />    &lt;/Directory&gt;<br /><br />    RewriteEngine on<br />    SSLEngine on<br />    SSLCertificateFile # percorso cartella con il file del certificato SSL con chiave pubblica<br />    SSLCertificateKeyFile # cartella cartella con il file del certificato SSL con chiave privata<br />    SSLProtocol all -SSLv2 -SSLv3 -TLSv1 -TLSv1.1<br />    SSLCACertificateFile # percorso cartella con il file del certificato SSL delle autorità di certificazione<br />   <br />    # Sezione Mastodon<br />    <strong>SSLProxyEngine On</strong><br />    RequestHeader set Front-End-Https "On"<br />    <br />    SSLHonorCipherOrder on<br />    SSLCipherSuite ECDHE-ECDSA-CHACHA20-POLY1305:ECDHE-RSA-CHACHA20-POLY1305:EECDH+AESGCM:AES256+EECDH:AES128+EECDH<br />    SSLCompression off<br />    SSLSessionTickets off<br /><br />    Protocols h2 http/1.1 h2c<br />    Header always set Strict-Transport-Security "max-age=31536000"<br />    &lt;LocationMatch "^/(assets|avatars|emoji|headers|packs|sounds|system)"&gt;<br />        Header always set Cache-Control "public, max-age=31536000, immutable"<br />        Require all granted<br />    &lt;/LocationMatch&gt;<br />    &lt;Location "/"&gt;<br />        Require all granted<br />    &lt;/Location&gt;<br />    ProxyPreserveHost On<br />    RequestHeader set X-Forwarded-Proto "https"<br />    ProxyAddHeaders On<br />   #<br />    ProxyPass /500.html !<br />    ProxyPass /sw.js !<br />    ProxyPass /robots.txt !<br />    ProxyPass /manifest.json !<br />    ProxyPass /browserconfig.xml !<br />    ProxyPass /mask-icon.svg !<br />    ProxyPassMatch ^(/.*\.(png|ico)$) !<br />    ProxyPassMatch ^/(assets|avatars|emoji|headers|packs|sounds|system) !<br />    #<br />    ProxyPass /avatars/original/missing.png !<br />    ProxyPass /headers/original/missing.png !<br />    ProxyPass /inert.css !<br />    ProxyPass /oops.png !<br />    ProxyPass /packs !<br />    ProxyPass /assets !<br />    ProxyPass /system !<br />    ProxyPass /emoji !<br />    ProxyPass /sounds !<br />    #<br />    ProxyPass /api/v1/streaming ws://localhost:4000<br />    ProxyPassReverse /api/v1/streaming ws://localhost:4000<br />    ProxyPass / http://localhost:3000/<br />    ProxyPassReverse / http://localhost:3000/<br />   #<br />    ErrorDocument 500 /500.html<br />    ErrorDocument 501 /500.html<br />    ErrorDocument 502 /500.html<br />    ErrorDocument 503 /500.html<br />    ErrorDocument 504 /500.html</p>
<p># Update: Mastodon v. &gt; 3.5.3</p>
<p>Redirect 301 /.well-known/webfinger https://miodominio.tld/.well-known/webfinger<br />Redirect 301 /.well-known/nodeinfo https://miodominio.tld/.well-known/nodeinfo<br />&lt;/VirtualHost&gt;<br /><br />Questa è solo una bozza di esempio non esaustivo con le direttive Apache2 per la piattaforma Mastodon, configurazione che va poi completata e adattata in base ai parametri del tuo server.</p>]]>
        
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    <title>Virtualmin e Raspberry Pi 4</title>
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    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1084</id>

    <published>2022-05-11T21:02:10Z</published>
    <updated>2022-05-14T09:46:46Z</updated>

    <summary>Intendo condividere la mia esperienza di installazione del pacchetto Virtualmin su di un Raspberry Pi 4. Virtualmin è un potente e flessibile pannello di controllo per siti web in hosting su sistemi Linux e BSD. Il Raspberry Pi 4 è un piccolo computer desktop su piattaforma Arm.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Hardware" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p>Virtualmin è un potente e flessibile pannello di controllo per siti web in hosting su sistemi Linux e BSD. Il Raspberry Pi 4 è tante cose, essenzialmente è un piccolo computer desktop con processore Arm64.</p>
<p>Virtualmin ufficialmente non supporta i processori su piattaforma Arm64 o aarch64, ma solo sistemi con processori X86_64, I386, amd64, con i sistemi operativi sotto riportati.</p>
<ul>
<li>CentOS/RHEL 7 and 8 on x86_64. 8 è raccomandato.</li>
<li>Debian 10 on i386 and amd64</li>
<li>Ubuntu 18.04 LTS and 20.04 LTS on i386 and amd64 (non-LTS releases are not supported). 20.04 LTS è raccomandato.</li>
</ul>
<p>Tuttavia, qui intendo condividere la mia esperienza positiva di installazione del pacchetto Virtualmin su di un Raspberry Pi 4, all'indirizzo: <a href="https://home.pierobosio.info" title="Raspberry Pi 4 testing website" target="_blank">https://home.pierobosio.info</a> .</p>
<p>Di seguito le informazioni di sistema dopo l'installazione di Virtualmin sul Raspberry collegato ad una rete locale privata.</p>
<table class="table table-hover margined-top-25">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 20%;"><strong>System hostname</strong></td>
<td style="width: 30%;"><span data-id="sysinfo_host">home.xxxxxx.xxx (192.168.xxx.xxx)</span></td>
<td style="width: 15%;"><strong>Operating system</strong></td>
<td style="width: 35%;"><span data-id="sysinfo_os">Ubuntu Linux 20.04.4</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 20%;"><strong>Webmin version</strong></td>
<td style="width: 30%;"><span data-id="sysinfo_webmin_version"><span data-id="sysinfo_webmin_version">1.991</span></span>
<div class="btn-group margined-left-4"></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 15%;"><strong>Usermin version</strong></td>
<td style="width: 35%;"><span data-id="sysinfo_usermin_version">1.840</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 20%;"><strong>Virtualmin version</strong></td>
<td style="width: 30%;"><span data-id="sysinfo_virtualmin_version">7.0-4  </span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 15%;"><strong>Authentic theme version</strong></td>
<td style="width: 35%;"><span data-id="sysinfo_authentic_theme_version"><span data-id="sysinfo_authentic_theme_version">19.91.2</span></span>
<div class="btn-group margined-left-4"></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 20%;"><strong>Time on system</strong></td>
<td style="width: 30%;"><span data-id="sysinfo_local_time">Wednesday, May 11, 2022 9:14 PM</span></td>
<td style="width: 15%;"><strong>Kernel and CPU</strong></td>
<td style="width: 35%;"><span data-id="sysinfo_kernel_arch">Linux 5.4.0-1060-raspi on aarch64</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 20%;"><strong>Processor information</strong></td>
<td style="width: 30%;"><span data-id="sysinfo_cpu_type">Raspberry Pi 4 Model B Rev 1.2, 4 cores</span></td>
<td style="width: 15%;"><strong>System uptime</strong></td>
<td style="width: 35%;"><span data-id="sysinfo_uptime">1 hour, 27 minutes</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 20%;"><strong>Running processes</strong></td>
<td style="width: 30%;"><span data-id="sysinfo_proc">225</span></td>
<td style="width: 15%;"><strong>CPU load averages</strong></td>
<td style="width: 35%;"><span data-id="sysinfo_cpu">0.21 (1 min) 0.33 (5 mins) 0.28 (15 mins)</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 20%;"><strong>Real memory</strong></td>
<td style="width: 30%;"><span data-id="sysinfo_mem"> 2.36 GiB used / 1.11 GiB cached / 3.7 GiB total </span></td>
<td style="width: 15%;"><strong>Local disk space</strong></td>
<td style="width: 35%;"><span data-id="sysinfo_disk"> 107.26 GiB used / 123.47 GiB free / 230.73 GiB total </span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: %;"><strong>Package updates</strong></td>
<td style="width: %;"><span data-id="sysinfo_package_message">All installed packages are up to date</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Devo dire che per prima cosa avevo già installato Linux Ubuntu 20.04 64bit server funzionante senza problemi. Poi avevo già installato Webmin senza problemi. Webmin è una interfaccia web per l'amministrazione di sistemi basati su Linux o Unix. Quando  poi ho deciso di provare a installare Virtualmin GPL su Webmin, il primo tentativo è fallito, l'installazione si è inspiegabilmente bloccata a metà strada e ho dovuto riavviare il Raspberry. Dopo il riavvio, il secondo tentativo è andato a buon fine senza problemi.</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Ucraina, la nuova grande Israele?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="https://pierobosio.it/pensieri_e_idee/ucraina_la_nuova_grande_israele.php" />
    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1083</id>

    <published>2022-05-08T09:21:20Z</published>
    <updated>2022-05-08T20:08:49Z</updated>

    <summary>Secondo alcune fonti riportare in Rete, il presidente ucraino Zelensky vede l&apos;Ucraina come una grande Israele.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Pensieri e idee" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p>Prendo spunto da un articolo comparso su <a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/zelenskyy-wants-ukraine-to-be-a-big-israel-heres-a-road-map/" title="Atlantic Council"><strong>Atlantic Council</strong></a> dove viene riportato che il presidente ucraino Zelensky vede l'Ucraina come una "<strong>big Israel</strong>", per fare un breve commento.</p>
<p><em>Speaking to reporters this week, Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy <a href="https://www.haaretz.com/world-news/europe/.premium.HIGHLIGHT-zelenskyy-says-post-war-ukraine-will-emulate-israel-won-t-be-liberal-european-1.10721395?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=twitter" target="_blank">described the future he sees</a> for his country in unusual terms: as &#8220;a big Israel.&#8221;</em>, si legge in quell'articolo di <strong><a href="https://www.atlanticcouncil.org/expert/daniel-b-shapiro/" title="Daniel B. Shapiro" target="_blank">Daniel B. Shapiro</a></strong> dell'aprile 2022.</p>
<p>Anche <strong>Forbes</strong> riprende la notizia in un articolo del 19 Aprile 2022 di <strong>Elisa Serafini</strong>, dal titolo: <a href="https://forbes.it/2022/04/19/ucraina-potrebbe-diventare-nuova-israele-startup-tecnologia/" title="Forbes" target="_blank">Tecnologia, intelligence, difesa e startup: come l&#8217;Ucraina potrebbe diventare una nuova Israele</a> .</p>
<p><strong>Tecnologia e startup</strong>, appunto. Non dimentichiamo che dalle parti di Kiev esiste un importante centro tecnologico, forse il più grande per quelle zone dell'Europa orientale: <a href="https://unit.city/" title="UNIT.City" target="_blank">UNIT.City</a> "<em>un luogo dove le idee prendono vita</em>", secondo quanto si legge.</p>
<p><strong>L'idea</strong> o il progetto che avrebbe in mente il Presidente Zelensky per il suo paese, secondo quanto riportato dalle fonti che ho citato, è a mio avviso interessante e ambiziosa, ma dovrebbe essere sottoposta alla volontà popolare, al popolo ucraino, a tutto il popolo, comprese le popolazioni russofone delle zone più orientali dell'Ucraina che magari hanno altre ambizioni, altrimenti rischi di imporre una tua volontà, un tuo modo di vedere il futuro, una volontà di una ristretta élite di persone anche interessata e che ti asseconda, ma non condivisa da tutti, da tutto il popolo, con la probabile conseguenza di creare una regione in conflitto permanente, una "Palestina" nel centro dell'Europa. Ma forse è proprio ciò che si vuole?</p>]]>
        
    </content>
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    <title>L&apos;Ucraina oramai non esiste più</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="https://pierobosio.it/pensieri_e_idee/lucraina_oramai_non_esiste_piu.php" />
    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1082</id>

    <published>2022-04-29T17:12:19Z</published>
    <updated>2022-04-29T17:46:51Z</updated>

    <summary>&quot;L&apos;Ucraina oramai non esiste più&quot; è il titolo di un video su Visione TV, dove il giornalista Francesco Toscano intervista lo scrittore russo italianizzato Nicolai Lilin.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Pensieri e idee" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p><strong><em>"L'Ucraina oramai non esiste più"</em></strong> fa parte del titolo di un video su Visione TV, a mio avviso interessante, dove il giornalista e presidente di Ancora Italia <a href="https://www.ancoraitalia.it/organizzazione/organigramma/presidente/" title="Francesco Toscano" target="_blank">Francesco Toscano</a> intervista lo scrittore russo italianizzato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicolai_Lilin" title="Nicolai Lilin" target="_blank">Nicolai Lilin</a>.</p>
<p>Link al video: <a href="https://youtu.be/HKWKm1cK3SE" title="Video su Visione TV L'ucraina oramai non esiste piu'" target="_blank">Nicolai Lilin: "L'Ucraina oramai non esiste più"</a> - L'influenza dei nazisti in Ucraina.</p>
<p><strong>Francesco Toscano rivolge a Nicolai Lilin</strong> domande pertinenti alla situazione geopolitica attuale che vede l'Ucraina combattere una guerra con la Russia, con un riferimento al rischio di una estensione del conflitto sul piano nucleare contro le potenze occidentali.</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Ucraina, l&apos;altra verità</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="https://pierobosio.it/pensieri_e_idee/ucraina_laltra_verita.php" />
    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1081</id>

    <published>2022-04-15T21:24:49Z</published>
    <updated>2022-04-16T13:21:02Z</updated>

    <summary>Due video che intendono fare luce sulla guerra in Ucraina, raccontando una verità censurata e poco conosciuta.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Pensieri e idee" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p>Segnalo due video sulla guerra in Ucraina, a mio avviso interessanti, con oggetto la "verità" nel loro titolo:</p>
<ul>
<li><a href="https://youtu.be/XOqq9ALn1Tw" title="Ucraina, sintesi storica della guerra" target="_blank">Massimo Mazzucco: Ucraina l'altra verità<br /></a>Una sintesi storica documentata sui retroscena che hanno portato alla guerra in Ucraina.</li>
<li><a href="https://youtu.be/g4v9OLRTVdA" title="Ucraina, la verità sulla guerra" target="_blank">Andrea Bruno: Guerra in Ucraina, la verità!<br /></a>Un punto di vista soggettivo sulla guerra in Ucraina meritevole di approfondimento.</li>
</ul>
<p><strong>Quello che emerge</strong> da queste analisi è come l'Europa, compresa la Russia e l'Italia, siano così miopi e autolesionisti da ledere i propri interessi economici vitali, lasciandosi coinvolgere in un conflitto voluto e promosso principalmente dagli Stati Uniti d'America. L'America, come da sua tradizione, ha tutto l'interesse a dividere Stati e nazioni, così ha tutto l'interesse nel vedere una Europa economicamente e politicamente debole e divisa, secondo il principio (dividi et impera), ma è un interesse sul lungo termine voluto da persone miopi e stupide, più stolte che avide. L'Europa invece di cercare una integrazione economica e politica a Est coinvolgendo e unendosi a tutta la Russia, isola la Russia investendola di assurde sanzioni economiche in chiaro spirito antirusso.</p>
<p><strong>La Russia</strong> fa parte dell'Europa. La Russia è europea. La cultura russa, come quella europea, è idealista, a differenza di quella anglosassone o americana molto più pragmatica e realista. Cancellare o rinnegare la cultura Russa significa cancellare e rinnegare la cultura europea. La piega che ha preso la politica europea nei confronti della Russia a causa della guerra in Ucraina è, a mio avviso, una piega suicida, autolesionista. La Russia non va isolata, va invece abbracciata, sempre nel rispetto delle istanze del suo popolo.</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Cerchiamo di capire cosa sta succedendo in Ucraina</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="https://pierobosio.it/pensieri_e_idee/cerchiamo_di_capire_cosa_sta_succedendo_in_ucraina.php" />
    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1080</id>

    <published>2022-04-06T08:34:51Z</published>
    <updated>2022-04-07T00:19:15Z</updated>

    <summary>Video interessante di una ragazza russa e ucraina che vive in Italia e che racconta la sua testimonianza in merito alla guerra in Ucraina. Video-intervista con la scrittrice Sara Reginella autrice di &quot;Donbass, la guerra fantasma nel cuore d&apos;Europa&quot;. Due video che a mio avviso dimostrano l&apos;intelligenza e il fascino delle donne russe e tutta la stupidità di buona parte della classe politica italiana ed europea.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Pensieri e idee" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p>Un video interessante del 24/02/2022 di una ragazza russa e ucraina, <strong>Yana</strong> che vive in Italia e che racconta la sua testimonianza sulla guerra in Ucraina. Video-intervista di Yana con la scrittrice <strong>Sara Reginella</strong> autrice di "<em>Donbass, la guerra fantasma nel cuore d'Europa</em>". Due video che a mio avviso dimostrano l'intelligenza e il fascino delle donne russe e tutta la stupidità di buona parte della classe politica italiana ed europea.</p>
<p>Link : <a href="https://youtu.be/b0aiSubHoEI" title="Capire cosa succede in Ucraina" target="_blank">Cerchiamo di capire cosa sta succedendo in Ucraina</a></p>
<p>La testimonianza di una ragazza russa che vive in Italia, raccontata in un video interessante.</p>
<p>Link: <a href="https://youtu.be/2FmSHCBG9Sc" title="Dombass, il conflitto fantasma" target="_blank">Sara Reginella, Donbass: Il conflitto fantasma, nel cuore d'Europa!</a>  <br /><br /><span dir="auto" class="style-scope yt-formatted-string">L'intervista con la scrittrice <a href="https://media.sarareginella.it/" title="Sara Reginella" target="_blank">Sara Reginella</a> autrice del libro "Donbass, la guerra fantasma nel cuore d'Europa". Sara Reginella, molto preparata, racconta come gli ucraini siano stati in un certo modo ingannati con false promesse di indipendenza e di un roseo futuro dai politici occidentali, in particolare dal <a href="https://www.lastampa.it/blogs/2013/12/17/news/mccain-in-piazza-insieme-agli-ucraini-1.37082960/" title="McCain in piazza insieme agli ucraini" target="_blank">senatore repubblicano dell'Arizona John McCain</a>.</span></p>]]>
        
    </content>
</entry>

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    <title>Le sanzioni economiche</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="https://pierobosio.it/pensieri_e_idee/le_sanzioni_economiche.php" />
    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1079</id>

    <published>2022-03-22T18:20:12Z</published>
    <updated>2022-03-22T22:36:24Z</updated>

    <summary>Ritengo la politica delle sanzioni economiche una politica arrogante, antidemocratica e da prepotenti, perché scavalca lo stato di diritto e spinge gli Stati verso l&apos;autarchia. L&apos;esempio delle sanzioni all&apos;Italia fascista.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Pensieri e idee" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p>Ritengo la politica delle sanzioni economiche una politica arrogante, antidemocratica e da prepotenti, perché scavalca lo stato di diritto e spinge gli Stati verso <strong>l'autarchia</strong>. L'autarchia è la <em>condizione di un paese che mira all&#8217;autosufficienza economica, nell&#8217;obiettivo di produrre sul territorio nazionale i beni che consuma o utilizza, limitando o annullando gli scambi con l&#8217;estero. </em>Inoltre uno Stato che si prende il diritto di sanzionare un altro Stato è, a mio avviso, quanto di più stupido e infantile si possa fare. Le sanzioni economiche sono il fallimento della politica e della reciproca integrazione. Le sanzioni economiche dimostrano tutta la mancanza di buon senso della classe politica che si erge a ente morale superiore nei confronti di un subordinato.</p>
<p><strong>La parola sanzione</strong> deriva da sancire che significa approvare, rendere stabile, stabilire. Tuttavia, di solito, per sanzione si intende una punizione, un castigo o una pena. Tipici sono i castighi e le punizioni che si infliggono ai bambini o ai figli quando non ubbidiscono ai genitori o agli adulti. Il castigo presume una entità superiore (il genitore, l'adulto) che infligge la sanzione ad una entità inferiore (il figlio disubbidiente, il minorenne), che magari si vede decurtata o sospesa la paghetta mensile o settimanale da parte del genitore, perché non ha fatto o ha fatto male i compiti a scuola.</p>
<p><strong>Lo capisci l'infantilismo della classe politica?</strong> Io, quando sento parlare di sanzioni economiche a quello o a quell'altro Stato, mi sento in mano a degli arroganti incompetenti. Quando si ragiona tra Stati, ci si trova davanti a delle istituzioni, non a dei minorenni incapaci di intendere e di volere per cui occorre la ratifica del genitore o di chi ne fa le veci.</p>
<p>Quando sento parlare di sanzioni economiche ad uno Stato mi viene da ridere, per non piangere della imbecillità della classe politica ebete che infligge le sanzioni.</p>
<p><strong>La prima forma di sanzione</strong> della Storia la si trova nella Bibbia, in Genesi, là dove Dio sanziona Adamo ed Eva per aver disubbidito al suo comandamento. E qui abbiamo una classe politica che si erge a Dio per sanzionare economicamente uno Stato colpevole di aver disubbidito. La classe politica dimentica che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sanzioni_economiche_all%27Italia_fascista" title="Sanzioni economiche all'Italia fascista" target="_blank"><strong>l'Italia è stata sanzionata economicamente dalla Societa delle Nazioni</strong></a>, quando nel 1935, l'Italia fascista andò a invadere l'Abissinia durante la guerra d'Etiopia. <strong>Sono servite a qualcosa quelle sanzioni?</strong></p>
<p><strong>Da Wikipedia</strong>: <em>Le sanzioni risultarono inefficaci perché numerosi Paesi, pur avendone votato l'imposizione, continuarono a mantenere buoni rapporti con l'Italia, rifornendola di materie prime</em>. Leggilo quell'articolo per capire tutta l'ipocrisia che si cela dietro le sanzioni economiche.</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Crisi Ucraina</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="https://pierobosio.it/pensieri_e_idee/crisi_ucraina.php" />
    <id>tag:www.pierobosio.it,2022://11.1078</id>

    <published>2022-03-11T10:18:16Z</published>
    <updated>2022-03-13T18:36:09Z</updated>

    <summary>Riporto alcuni link, commenti e considerazioni trovati in Rete: Franco Fracassi: Ucraina, dal Donbass a Maidan. E geopolitica live - Speciale Ucraina feat, Andrea Gaspardo. Giulietto Chiesa racconta le trame dei padroni universali. Maria Grazia Bruzzone: la crisi ucraina è colpa dell&apos;Occidente - non di Putin, così Foreign Affairs. Ucraina: se il nuovo corso filo-Occidente include l&apos;ultradestra neo-Nazista.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Pensieri e idee" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p>In merito alla crisi ucraina vorrei riportare alcuni link, commenti e considerazioni trovati in Rete.</p>
<p>Mi sono documentato su vari siti Internet per capire le cause di questa assurda guerra tra russi e ucraini (o meglio: tra Russia e Occidente) e qui ne sintetizzo le conclusioni, riportando alcuni video, a mio avviso, interessanti.</p>
<ul>
<li>Video, dove <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Fracassi" title="Franco Fracassi, Wikipedia" target="_blank">Franco Fracassi</a></strong>, <span>regista, scrittore e giornalista</span>, intervistato da <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Mazzucco" title="Massimo Mazzucco, Wikipedia" target="_blank">Massimo Mazzucco</a></strong>, regista e blogger, racconta in un libro le origini e le cause del conflitto tra russi e ucraini, partendo da Stalin.<br />Link video YouTube: <strong><a href="https://youtu.be/x3z8k-CQCEg" title="Franco Fracassi: Ucraina, dal Donbass a Maidan" target="_blank">https://youtu.be/x3z8k-CQCEg</a></strong>, Franco Fracassi: Ucraina, dal Donbass a Maidan.<br /><br /></li>
<li>Un altro interessante video su YouTube sulla crisi ucraina è l'analisi geopolitica fatta da <strong><a href="https://it.linkedin.com/in/andrea-gaspardo-7739b320a" title="Andrea Gaspardo, analista geopolitico" target="_blank">Andrea Gaspardo</a></strong>, analista geopolitico, intervistato da <strong><a href="https://www.stefanotiozzo.com/" title="Stefano Tiozzo" target="_blank">Stefano Tiozzo</a>,</strong> fotografo paesaggista, documentarista e storyteller, specializzato in viaggi e natura.<br />Link video YouTube: <strong><a href="https://youtu.be/-Wr8DYScIVg" title="GEOPOLITICA LIVE - Speciale Ucraina feat. Andrea Gaspardo (DIFESA ONLINE)" target="_blank">https://youtu.be/-Wr8DYScIVg</a></strong>, GEOPOLITICA LIVE - Speciale Ucraina feat. Andrea Gaspardo (DIFESA ONLINE).</li>
</ul>
<p>Del resto, bisogna dire che già il giornalista e politologo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giulietto_Chiesa" title="Giulietto Chiesa, Wikipedia" target="_blank"><strong>Giulietto Chiesa</strong></a> parlava della guerra in Ucraina in diversi video di alcuni anni fa, come in questo video tutto da vedere, dal titolo: <strong><a href="https://youtu.be/1VlIGEVbrkI" title="Giulietto Chiesa, guerra in Ucraina" target="_blank">Giulietto Chiesa racconta le trame dei "Padroni universali"</a></strong><a href="https://youtu.be/1VlIGEVbrkI" title="Giulietto Chiesa, guerra in Ucraina" target="_blank">,</a> dove il giornalista parla della guerra e del colpo di Stato in Ucraina, taciuti dai media tradizionali.</p>
<p><img alt="La Stampa - Maria Grazia Bruzzone" src="https://www.pierobosio.it/foto/LaStampa_MariaGraziaBruzzone.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="307" height="320" />Tuttavia su La Stampa, anche <a href="https://underblog.it/" title="Maria Grazia Bruzzone - Underblog" target="_blank"><strong>Maria Grazia Bruzzone</strong></a> in un articolo del 23 agosto 2014 dal titolo : "<em><strong>La crisi ucraina è colpa dell'Occidente</strong> - non di Putin. Così Foreign Affairs", </em>scriveva: "Sull&#8217;ultimo numero di <i>Foreign Affairs</i>, si può leggere con una certa sorpresa <a href="https://www.foreignaffairs.com/articles/141769/john-j-mearsheimer/why-the-ukraine-crisis-is-the-wests-fault?cid=emc-sep14promod-content-081914&amp;sp_mid=46780157&amp;sp_rid=bWFyYnJ1QG1haWxib3gubGFzdGFtcGEuaXQS1">un lungo articolo</a>, firmato John Mearsheimer, che offre un&#8217;analisi della crisi in Ucraina - e del pericoloso confronto in atto fra Occidente e Russia - che contraddice  la narrazione <i>mainstream</i>  in Occidente".</p>
<p><strong>Nell'articolo</strong> di Maria Grazia Bruzzone si legge: " ... <a href="https://www.lastampa.it/blogs/2014/08/23/news/la-crisi-ucraina-e-colpa-dell-occidente-non-di-putin-cosi-i-foreign-affairs-i-br-1.37251608" title="La Stampa articolo di Maria Grazia Bruzzone" target="_blank"><b>Gli Stati Uniti e i loro alleati Europei si dividono la gran parte della responsabilità della crisi</b></a>. La radice profonda è l&#8217;allargamento della NATO, elemento centrale di una strategia più ampia per togliere l&#8217;Ucraina dall&#8217;orbita della Russia e integrarla nell&#8217;Occidente&#8221;. &#8220;L&#8217;espansione dell&#8217;UE a Est e l&#8217;apporto decisivo dell&#8217;Occidente al movimento pro-democrazia in Ucraina - cominciato con la Rivoluzione Arancione nel 2004 - sono anch&#8217;essi elementi critici.  Da metà degli anni &#8217;90 i leader Russi si sono opposti in modo deciso all&#8217;allargamento della NATO e negli anni recenti (dopo che i paesi baltici sono entrati nell&#8217;UE, ndr) <strong>hanno messo in chiaro che non avrebbero assistito senza reagire</strong> alla trasformazione del loro vicino strategicamente più importante in un bastione dell&#8217;Occidente&#8221;.</p>
<p><img alt="Maria Grazia Bruzzone - La Stampa foto articolo" src="https://www.pierobosio.it/foto/LaStampa_ucraina_BruzzoneMG.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="300" height="289" />In un precedente articolo su La Stampa del 22 maggio 2014, dal titolo: "<a href="https://www.lastampa.it/blogs/2014/05/22/news/ucraina-se-il-nuovo-corso-filo-occidente-include-l-ultradestra-neo-nazista-br-1.37251588" title="La Stampa - articolo MaRia Grazia Bruzzone" target="_blank">Ucraina: se il nuovo corso filo-Occidente include l'ultradestra neo-Nazista</a>.", <strong>Maria Grazia Bruzzone</strong> scriveva: "E&#8217; una storia vecchia di oltre 70 anni ma sempre viva nella memoria di un paese dove nazionalismo e Seconda Guerra Mondiale sono sempre rimasti temi divisivi, ammette lo stesso <a href="https://rt.com/news/russia-ukraine-justifying-nazi-840/">sito russo RT che riporta il curioso episodio</a>. Ed è tornata più che mai alla ribalta oggi che gli ultranazionalisti neoNazisti e russofobi di <b>Svoboda</b> (Libertà) e di <b>Pravy Sektor</b> (Right Sector, Settore Destro o Ala Destra), dopo aver guidato la protesta di Maidan  hanno conquistato ruoli di primissimo piano nel nuovo governo e controllano Forze Armate, Polizia, Giustizia e Sicurezza Nazionale."</p>
<p>Interessante, infine, l'articolo di Maria Grazia Bruzzone del 22 dicembre 2017, dal titolo: <a href="https://underblog.it/la-narrazione-dominante-anti-russia-inganni-omissioni-falsi-e-i-rischi-della-nuova-guerra-fredda/" title="Maria Grazia Bruzzone - Underblog" target="_blank">La narrazione dominante anti-Russia: inganni, omissioni, falsi e i rischi della nuova Guerra Fredda.</a></p>
<p></p>]]>
        
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    <title>Windows 11, punti di Vista</title>
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    <published>2021-12-03T21:00:00Z</published>
    <updated>2021-12-03T22:16:20Z</updated>

    <summary>Al momento Windows 11 non soddisfa i requisiti minimi di sistema operativo per girare sul mio PC.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Hardware" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="windows11" label="Windows 11" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
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        <![CDATA[<p><img alt="Windows 11" src="https://www.pierobosio.it/foto/windows11.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="259" height="301" /><strong>Da alcuni giorni</strong> nella schermata di Update di Windows 10 mi compare il messaggio riportato a sinistra, dove Microsoft mi dice che: <em>al momento il mio PC non soddisfa i requisiti minimi di sistema per eseguire Windows 11</em>. E' un mio problema ? Lo chiedo a Microsoft. Io la vedo diversamente e preferisco dire che al momento <strong>Windows 11</strong> non soddisfa i requisiti minimi di sistema operativo per girare sul mio PC. E' un problema di Microsoft che, secondo me, non è più in grado di fare sistemi operativi compatibili con PC di alcuni anni fa, come il mio PC, un Intel Core i7-2600K CPU @ 3.40GHz  con 8 GB di RAM. Se Microsoft non sa più fare sistemi operativi compatibili con i processori Intel i7 di alcuni anni fa, secondo me, è meglio che si dedichi all'ippica e non al software, con buona pace di Intel e del suo management.</p>
<p><strong>E' una questione di punti di Vista</strong> (ma anche di marketing). Infatti Vista è stato un sistema operativo di Microsoft, durato poco e soppiantato da Windows 7.</p>
<p>Per il resto, a me non interessa scaricare app di Controllo integrità PC per vedere se ci sono operazioni che posso fare nell'app Controllo integrità PC. Non me ne frega un tubo. Non sono io che mi devo adattare alla nuova variante Windows 11, ma è la nuova variante Windows 11 che si deve adattare al mio hardware, <strong>pena la sua estinzione</strong>. Il ragionamento vale anche per i virus...</p>
<p>Non so se ho reso l'idea.</p>]]>
        
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    <title>Internet o IP portability</title>
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    <published>2021-11-05T22:51:46Z</published>
    <updated>2021-11-06T00:37:55Z</updated>

    <summary>Nel settore della telefonia mobile esiste il diritto a scegliere di mantenere lo stesso numero di telefono quando si cambia operatore telefonico. Questo servizio si chiama portabilità del numero o number portability. La stessa cosa si può dire anche per l&apos;indirizzo IP?</summary>
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        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
        <category term="Internet" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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    <category term="ipv6" label="IPv6" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
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        <![CDATA[<p><a href="https://www.arin.net/blog/2021/01/04/are-your-ip-addresses-portable/" target="_blank"><img alt="IP address portable" src="https://www.pierobosio.it/foto/ip_portable_200.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="243" height="144" /></a>Nel settore della telefonia mobile esiste il diritto a scegliere di mantenere lo stesso numero di telefono quando si cambia operatore telefonico. Questo servizio si chiama <strong>portabilità del numero</strong> o number portability.</p>
<p>La stessa cosa non si può dire nel settore di Internet dove la funzione di numero di telefono la svolge l'indirizzo IP. L'indirizzo IP è un indirizzo numerico che viene assegnato al modem e di conseguenza assegnato al tuo PC dal modem e direttamente dall'operatore di telecomunicazione al tuo modem o al tuo device mobile o smartphone. L'indirizzo IP serve a identificare univocamente un PC o un dispositivo collegato a Internet.</p>
<p>Se il numero di telefono dovesse cambiare ogni volta che tu spegni e riaccendi il telefono o lo smartphone, capisci che che diventerebbe un grosso problema mantenere la reperibilità e la cosa ti costringerebbe a comunicare ogni volta, a tutti i tuoi contatti, il nuovo numero di telefono.</p>
<p><strong>Purtroppo su Internet non esiste</strong> questa sensibilità o consapevolezza collegata all'indirizzo IP come esiste per il numero di telefono. Su Internet, di solito, se il tuo contratto con l'operatore di telefonia non prevede l'assegnazione di indirizzi IP statici, ti vengono assegnati indirizzi IP dinamici, dove la parola dinamico significa che l'indirizzo IP può cambiare ad ogni nuovo collegamento. Cioè ogni volta che tu spegni e riaccendi il modem o lo Smartphone, l'indirizzo IP che ti viene assegnato può essere diverso. La cosa avviene in maniera automatica e tu non te ne rendi conto.</p>
<p>Capisci che questa soluzione compromette la tua reperibilità su Internet, costringendoti a comunicare a tutti i tuoi contatti il nuovo indirizzo IP. Di solito l'indirizzo IP del proprio PC o del proprio smartphone non si comunica ai propri contatti perché non ha senso.</p>
<p>Esistono infatti dei protocolli che lo fanno in automatico senza che tu te ne renda conto. Questi protocolli vanno sotto il nome di <strong>DNS</strong> (Domain Name System) e <strong>DHCP</strong> (Dynamic Host Configuration Protocol) e vengono utilizzati dai Router. Il protocollo DNS associa ogni nome di dominio ad un indirizzo IP e il protocollo DHCP assegna ai dispositivi o terminali di una rete l'indirizzo IP di configurazione. Ci sarebbero da dire diverse cose su questi protocolli e sulla loro sicurezza, ma per ora preferisco concentrarmi sulla portabilità dell'indirizzo IP.</p>
<p><strong>L'indirizzo IP</strong> a tutt'oggi, purtroppo, non è ancora portabile come lo è un numero di telefono mobile. L'ente internazionale che assegna gli indirizzi IP è l'<strong>ICANN</strong> (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), il quale delega altri enti regionali, come per esempio il <strong>RIPE NCC</strong> (Reti IP Europee Network Coordination Centre) per la regione Europa, nell'assegnazione degli indirizzi IP di sua competenza. Del RIPE NCC fanno parte soprattutto ISP Internet Service Provider e TLC società di telecomunicazioni (entrambi vengono chiamati LIR=Local Internet Registry) le quali iscrivendosi e pagando una provvigione annuale ricevono classi di indirizzi IP da distribuire poi ai propri clienti nelle comuni connessioni ad Internet via modem. La distribuzione degli indirizzi IP avviene tramite la configurazione dei Router e dei Brouter (bridge router), dispositivi specializzati nell'inoltro e nell'instradamento dei pacchetti di informazione. Capisci che dietro a tutto questo c'è un business, il business dei numeri.</p>
<p><strong><img alt="IPv6 access logo" src="https://www.pierobosio.it/foto/ipv6_access.png" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="100" height="50" />Con l'introduzione degl indirizzi IPv6</strong>, ad ogni cittadino che ne fa richiesta dovrebbe essere assegnata una classe di indirizzi IPv6 pubblica e statica a costi accessibili. La cosa è prevista soprattutto per le aziende, ma non per il comune cittadino che deve fare i conti con indirizzi IP dinamici e non statici. Resta il fatto che se cambi società di telecomunicazioni, può cambiare anche l'indirizzo IP statico che ti viene assegnato, perché l'assegnazione degli indirizzi IP è ancora troppo rigida.</p>
<p>Infatti, ad una domanda fatta presso il RIPE NCC viene chiesto in inglese: <em>My ISP is about to close down. I want to keep the IP addresses they issued to me. Am I allowed to do that? </em>Tradotto : <em>Il mio ISP sta per chiudere. Voglio mantenere gli indirizzi IP che mi hanno fornito. Sono autorizzato a farlo?</em></p>
<p>La risposta tradotta in italiano è: <em>se gli indirizzi IP assegnati alla tua organizzazione hanno lo stato "ASSIGNED=PA" nel database RIPE, sono</em> <em><strong>Provider Aggregatable</strong>. Ciò significa che non potrai portarli con te quando cambi ISP. Invece, dovrai rinumerare la tua rete. Se gli indirizzi IP assegnati alla tua organizzazione hanno lo stato "ASSIGNED PI" nel database RIPE sono <strong>Provider Independent</strong> e lo spazio degli indirizzi è stato assegnato dal RIPE NCC, gli indirizzi IP sono indipendenti dal provider. Ciò significa che puoi portarli con te quando cambi ISP. Se il tuo LIR (cioè l'Internet service provider) ha assegnato uno spazio di indirizzi alla tua organizzazione con lo stato "ASSIGNED PI", potresti essere in grado di portare con te gli indirizzi IP quando cambi ISP. Si prega di verificare con il proprio LIR prima di cambiare ISP.</em></p>
<p><strong>Gli indirizzi PA</strong> sono assegnati da un'allocazione di una LIR (Internet Service provider o società di telecomunicazioni) e sono registrati nel Database RIPE dalla LIR. Il vantaggio degli indirizzi PA è che le informazioni di routing per molti clienti possono essere aggregate una volta che lasciano il dominio di routing del provider. <strong>Lo spazio degli indirizzi PI</strong> viene assegnato separatamente e non dall'allocazione PA di un LIR. Tutte le assegnazioni PI sono registrate nel Database RIPE dal RIPE NCC al momento dell'assegnazione. Le assegnazioni PI sono generalmente piccole; non possono essere aggregate in blocchi più grandi.Lo svantaggio di ciò è che gli operatori di rete su Internet possono scegliere di non instradarli, poi credo hanno anche un costo maggiore ispetto agli indirizzi PA.</p>
<p>Questa è la situazione. Per chiedere l'assegnazione di una classe di indirizzi IP ti devi rivolgere ad un Internet service provider registrato presso il RIPE o registrarti tu stesso presso il RIPE come Internet service provider o persona indipendente. Devi poi pagare la tassa di iscrizione che mi pare sia di 2000 euro più una quota associativa ogni anno che mi pare sia di 1.400 euro per il 2021.</p>
<p>Una volta ottenuta la tua classe di indirizzi IP devi configurare il database presso il RIPE con le informazioni che ti riguardano e poi devi configurare i protocolli di routing e instradamento, tipo BGP (Border Gateway Protocol) RPKI (Resource Public Key Infrastructure), con un occhio alla sicurezza, utilizzando le guide, i servizi e gli strumenti messi a disposizione dal RIPE.</p>]]>
        
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    <title>Ignoranza digitale</title>
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    <published>2021-08-10T15:34:29Z</published>
    <updated>2021-08-10T16:49:45Z</updated>

    <summary>Il mio provider Internet non è ancora in grado di connettermi ad Internet con un indirizzo IPv6 pubblico e statico.</summary>
    <author>
        <name>Piero Bosio</name>
        
    </author>
    
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    <category term="ipv6" label="IPv6" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-us" xml:base="https://pierobosio.it/">
        <![CDATA[<p><img alt="IPv6 tentativo di connessione" src="https://www.pierobosio.it/foto/IPv6_connection.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="505" height="249" />Il mio provider Internet non è ancora in grado di connettermi ad Internet con un indirizzo IPv6 pubblico e statico. Siamo a questo punto. L'Italia degli anni 2021 è a questo punto di arretratezza tecnologica e culturale.</p>
<p><strong>Dopo diversi anni</strong> dall'introduzione degli indirizzi IP di tipo v6 che affiancano i tradizionali indirizzi IPv4 in esaurimento, il mio provider di telecomunicazioni non riesce a connettermi ad Internet con un indirizzo IPv6 statico.</p>
<p><strong>Il modem</strong> che il mio provider mi ha installato a casa, sebbene sia configurato per ricevere e gestire indirizzi IPv6, non si connette a Internet con un indirizzo IPv6 statico , ma solo con un indirizzo IPv4 dinamico. La cosa è molto triste e disarmante. Ho già scritto in passato post sulla tecnologia degli indirizzi IPv6. Nel frattempo non è cambiato niente. I provider italiani invece di darti una classe di indirizzi IPv6 di tipo /48 o /64, ti danno contenuti digitali passivi consumistici come il Calcio, gli eventi sportivi, le Olimpiadi, i film, le tele-novele, ecc., tutti pacchetti commerciali che non promuovono l'alfabetizzazione digitale e il progresso tecnologico digitale.</p>
<p><strong>Evidentemente la cultura e l'alfabetismo digitale</strong> medi italiani sono così talmente arretrati che non c'è una richiesta di avanzamento tecnologico sul mercato nella direzione di connessioni ad Internet con protocolli di comunicazione più moderni ed avanzati. La maggioranza delle persone evidentemente non riesce a comprendere l'importanza di una classe di indirizzi IPv6 statici, non sa cosa farsene. Per cui non c'è richiesta e se non c'è domanda, non c'è offerta. Per non parlare della larghezza di banda delle linee digitali. A casa mia, nel ricco e avanzato Piemonte, Nord Italia, il mio provider di telecomunicazioni, invece di portarmi un moderno cavo in fibra ottica, arriva ancora con un doppino in rame.</p>
<p><strong>Cambiare provider</strong>, nel mio caso, serve a poco. Ho provato a sentire altri provider, ma della fibra ottica direttamente a casa non se ne parla, al massimo ti propongono il solito doppino in rame che parte da un cabinet a quasi un chilometro di distanza. Poi, quando chiedi se è possibile configurare indirizzi IPv6 statici, gli operatori nei Call Center vanno in crisi perché sono opzioni non previste nei loro piani di marketing.</p>]]>
        
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