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Roberto Cassinelli e la proposta di legge salvablog


  • Dopo il ritiro della proposta di Legge Levi-Prodi o Levi-Veltroni ne è subito uscita un'altra: quella del deputato Roberto Cassinelli che si propone di salvare i blog dalla mattanza legislativa ed è stata chiamata salvablog. Ne è seguito un dibattito in Rete.
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Dopo il ritiro della proposta di Legge Levi-Prodi o Levi-Veltroni, ne è subito uscita un'altra: quella del deputato Roberto Cassinelli che si propone di salvare i blog dalla "mattanza" legislativa ed è stata chiamata legge "salvablog". Ne è seguito un dibattito in Rete.

Legge anti blog


  • Senti cosa dice Serafino Massoni in questo video a commento della proposta di legge anti-blog Levi-Prodi, di cui Punto Informatico ha pubblicato un articolo e che questo Governo vuole riproporre e portare avanti per il bene delle lobby di editori.
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Senti cosa dice Serafino Massoni in questo video: "New great web", a commento della proposta di legge anti-blog Levi-Prodi, di cui Punto Informatico ha pubblicato un articolo e che questo Governo vuole riproporre e portare avanti.

NEW GREAT WEB

Caro Serafino, tu sei o sei stato un dipendente dello Stato, pagato con i soldi delle nostre tasse e ragioni da perfetto lavoratore dipendente di sinistra, forse ora in pensione. Tu sei stato tutelato dalla legge, ora forse sei in pensione, hai maturato la pensione, il tfr, tfs, tredicesima, quattordicesima, ecc. Queste tutele un giovane bloggher non le ha. Tu avresti le risorse per aprire un tuo sito, invece ti attacchi a Youtube perché è gratis, ma prova a mettere in piedi e a gestire un tuo sito di video-sharing e vedi quanto ti costa e quanto ci guadagni con i banner pubblicitari. Nessuno te lo vieta per il momento, e allora perché non provi, prima di parlare di cose che non conosci?

Caro Serafino chi siede in cattedra e insegna non deve pagare affitti, luce, licenze software, computer, hardware, canoni di connessione adsl o hdsl o linee dedicate, telefoniche e compagnia bella, perché è tutto pagato dallo Stato, cioè dal Ministero del Tesoro.

Chi gestisce un sito amatoriale, non aziendale, paga di tasca propria e ci mette il proprio tempo, le proprie risorse hardware, paga la linea adsl, paga l'hardware, i computer, il software, l'hosting, ecc.

Gli editori professionisti sono finanziati dallo Stato e ricevono contributi pagati con le nostre tasse. Noi blogger amatoriali non riceviamo un cazzo dallo Stato e nemmeno dalle banche, ma paghiamo di tasca nostra. Se un blog amatoriale inserisce un banner pubblicitario, lo fa o per uno scambio di banner per maggiore visibilità o per ricevere un compenso con il quale coprire i costi del sito, dell'hosting e della attrezzatura che impiega per poter continuare a mantenere in piedi il proprio sito amatoriale e dire la propria opinione e coltivare la propria vocazione.

Se incominciamo a chiedere ai blog amatoriali registrazioni qui e là e la nomina di direttori responsabili per aver inserito banner pubblicitari, il povero bloggher non ce la fa più a pagare tutto e si vede costretto a rinunciare al sito e quindi a rinunciare ad esprimere la propria opinione o, se ha una mezza idea di incominciare un sito, quella idea gli passa, per la felicità delle solite lobby di potere che non vogliono spartire le briciole della torta con noi bloggher amatoriali e improvvisati.

In mancanza di alternative, allora sarà meglio per un bloggher andare a perdere tempo in qualche discoteca della città, andare a puttane, invece che stare come dei coglioni a postare o a fare video inutili. Sarà meglio fare tardi la sera, bere fino a sballarsi e poi uscire sballati dalle disco e ritornare a casa a tutta velocità, in una vita spericolata, incuranti se ci si andrà a schiantare contro qualcuno, vero Serafino Massoni?

A meno che tu Serafino, Preside di liceo, non decida di assumere un bloggher a tue spese o a spese dello Stato, anche come bidello, presso la tua scuola. A proposito Serafino, dove posso fare domanda di lavoro come bidello presso la tua scuola, se non troppo distante da casa mia? Se tu mi assumi come bidello a tempo indeterminato, posso avere degli introiti con i quali pagarmi il sito e forse anche un direttore responsabile, dove poter dire quello che penso come garantisce la Costituzione Italiana, senza dover andare su Splinder, YouTube o su altre piattaforme software che possono chiudere dall'oggi al domani come le banche e mandare all'aria tutto il tuo lavoro, come i risparmi di una vita di lavoro di un pensionato.

Mi raccomando, Serafino, tieni d'occhio i morti sulle strade che i giornali pubblicano e fattene una ragione.

Buttafuoco sottovaluta i blog


  • Il giornalista Pietrangelo Buttafuoco in una intervista su "La Stampa" sottovaluta Internet e i blog.
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"Nei blog mare di bugie" così titola "La Stampa" del 02/08/2007 in una intervista a Pietrangelo Buttafuoco, giornalista polemista, più conosciuto come il sostituto di Giuliano Ferrara nella trasmissione di "Ottoemezzo" su La7 TV. E' strano che una intervista così provocatoria e assurda abbia trovato spazio su un quotidiano come "La Stampa". Quasi quasi disdico l'abbonamento al quotidiano.

Senti cosa dice nell'intervista:
"Il caso più eclatante è quello dei blog, pullulano di narcisisti impazziti pronti a scrivere su ogni argomento che gli capita a tiro. E finiscono per diventare un raccoglitore di banalità con un mucchio di ripetizioni e fesserie."
Il resto te lo lascio leggere a te.

Va di moda, tra i giornalisti, sottovalutare e delegittimare Internet e in particolare i blog, come già fece il giornalista Gianluca Nicoletti dalle pagine di Tuttolibri, un paio di anni fa.

Senti cosa dice Buttafuoco di Google:
"Mai più mi affiderei a un mezzo stra-abusato come Google, a meno che non ci sia il riferimento a un libro."

Quale libro? Forse la Bibbia? Odifreddi, un altro che dall'alto della sua conoscenza logico-matematica, pare sia arrivato alla conclusione che il libro più citato nel panorama mondiale, la Bibbia, è una raccolta di fesserie e incongruenze, per cui i matematici razionali non possono definirsi cristiani cattolici.

Buttafuoco, al pari di Odifreddi, scrive libri e li vende ed evidentemente non sa che i libri di contenuto tecnologico diventano obsoleti in poco tempo e che una enciclopedia scientifica di soli cinque anni fa è superata.

Buttafuoco non sa che Internet, con i blog, sono il principale mezzo a nostra disposizione per mantenerci aggiornati sull'evoluzione tecnologica.

Mi chiedo se Buttafuoco ha mai fatto una ricerca utilizzando Google. Perché io mi preoccupo se nel fare una ricerca su Google, non trovo un riferimento ad un libro. Se poi il riferimento è alla Bibbia, io vado letteralmente in crisi solo al pensiero di Odifreddi e alle sue incongruenze.

Buttafuoco ritiene che Internet sia infarcita di errori e che non facilita l'apprendimento della verità. A me invece pare il contrario.

Senti cosa dice Buttafuoco delle enciclopedie telematiche: "Non hanno attendibilità e hanno più volte dimostrato di arricchirci soltanto di robuste fesserie."

Il giornalista, a mio avviso, oltre a dimostrarsi offensivo e maleducato nei confronti di tutti gli utenti Internet che gestiscono un blog, come il sottoscritto, facendo di tutta un'erba un fascio, dimostra anche un sacco di ignoranza e conoscenza superficiale del mezzo Internet e di cosa sono i blog.

Nell'intervista il giornalista dà l'impressione di porsi come giudice di ciò che è vero e giusto nel panorama mediatico, dove solo ciò che è scritto su libri di carta è degno di essere preso in considerazione, mentre tutto quello che si trova su Internet, dai blog a Google, sono solo robuste fesserie.

Per non parlare dei carrelli per la spesa elettronici che lo inorridiscono e gli fanno venire i brividi. E' evidente l'intento di provocare e fare polemica da parte del giornalista. Forse, Buttafuoco preferisce farsi decine di chilometri sulle strade italiane per andare a toccare e sentire l'odore di ciò che gli serve, rischiando la vita sua e quella degli altri in qualche incidente stradale, mentre io preferisco utilizzare un carrello elettronico, stando seduto e tranquillo davanti al video del computer e acquistare o prenotare ciò che mi serve collegandomi a Internet, risparmiando tempo e benzina, senza intasare il traffico, ma facendo viaggiare le merci al mio domicilio e non il sottoscritto al domicilio della merce in un viaggio inutile e poco razionale.

I video blog


  • Alcuni video amatoriali di volo acrobatico e atterraggio di un F16 realizzati in casa
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In questi giorni mi sto letteralmente divertendo a fare video e a metterli online utilizzando il servizio video di Google.

Quello che mi dispiace è dover ricorrere a Google per poter pubblicizzare i video che faccio, quando invece potrei tenere i video sul mio pc, perché la banda di cui dispongo in uscita (upload) di soli 256 kbps è insufficiente per poterla sfruttare in streaming in modo decente con i video.

Con la possibilità di fare video, gli orizzonti di comunicazione offerti da Internet si allargano moltissimo e anche le opportunità di guadagnare qualcosa con i tuoi video aumentano. Il guaio è che finché la banda Adsl sarà monopolizzata e limitata ad un solo operatore come avviene qui in Italia, il costo per ottenere banda sufficiente per offrire video diventa insostenibile per uno come me e quindi i casi sono due:
1) rinunciare a fare i video e a condividerli sul mio sito dal mio pc.
2) servirmi del servizio offerto da Google o di altri operatori con buona pace dei nostri operatori di telecomunicazione.

In Italia c'è solo Telecom che offre video di films e news attraverso il servizio Rosso Alice che però è chiuso ai video degli utenti. Tuttavia io sono uno di quelli che oltre a vedere i video e i film fatti dagli altri, mi piace anche farli personalmente e condividerli gratuitamente o a pagamento, come fa appunto Telecom con il suo servizio Rosso Alice.

Per farlo ho bisogno di banda in uscita, di molta banda, possibilmente ad un prezzo ragionevole. Tutto questo con la televisione digitale terrestre e i decoder in gran parte incentivati e pagati con i soldi delle nostre tasse dal precedente governo Berlusconi, tutto questo me lo sogno e non lo posso fare se non a costi insostenibili per me, ma con Internet ora c'è la possibilità di farlo a costi, tutto sommato, contenuti.

Qui ti faccio vedere alcuni video a bassa risoluzione che ho realizzato utilizzando il videogioco Lock on modern air combat di simulazione di volo. Il video del volo acrobatico lo ho caricato su Google Video e lo puoi vedere in streaming o scaricandolo:

Di tutto un Blog


  • Commento all'articolo di Gianluca Nicoletti "Di tutto un Blog" comparso su tuttolibri del 12 marzo 2005
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Solo ora ho letto l'articolo su Tuttolibri del 12/03/2005 di Gianluca Nicoletti: "Di tutto un Blog". Bellissimo. Mi è piaciuto un casino quel pezzo e mi ha divertito leggerlo. Anche il disegno di Matteo Pericoli è in tono con il testo dell'articolo.

Narcisismo nella blogosfera ?


  • Commento all'articolo di Anna Masera su tutto libri e tempo libero dal titolo 'Nella nuovo blogosfera si espande il narcisismo' allegato a 'La Stampa' del 19 aprile 2003.
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Ho letto l'articolo della giornalista Anna Masera su "ttl" allegato a "La Stampa" del 19 aprile '03 dal titolo: "Nella nuova blogosfera si espande il narcisismo".

Gulp!

L'articolo è arguto e interessante oltre che provocatorio. Secondo me traspare anche un po' di invidia per i colleghi giornalisti che si sono fatti il loro blog rendendosi così indipendenti dalle testate giornalistiche e dalla loro linea editoriale.

Il Blog. Che idea!


  • La mia esperienza di bloggherista, come ho scelto lo spazio Web, il nome del dominio, la sua estensione, l'installazione dell'applicativo di gestione del Blog.
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Da tempo ci pensavo. Dopo tante indecisioni, finalmente mi sono deciso. Tutti ne parlavano, tutti lo avevano, ed io? Anche io, anche io lo volevo, il BLOG. Ho incominciato a girare per la rete per trovare lo spazio più idoneo dove ospitarlo. Ho girato tanto nei newsgroup, su migliorhosting.it, nei forum di risorse.net, html.it, it.lavoro.professioni.webmaster, ecc. ecc., su Google per cercare cosa si diceva in giro sui fornitori di spazio web in host, ne ho lette tante, di tutti i colori. Alla fine ho scelto quello di cui ne parlavano meglio di tutti. Economico, prestante, professionale. Problema risolto.

Ma c'era un altro problema. Che nome dare al Blog che stavo per dare alla luce? Ci ho pensato un po': Pippo? No, troppo banale, Topolino? No, troppo inflazionato. Improvvisamente mi è venuta una idea geniale. Lo chiamo con il nome del "padre", cioè il mio: pierobosio. Bellissimo, un nome, un programma.