GDPR, il diritto di commentare


  • Il diritto di commentare gli articoli pubblicati su Internet, insieme ai diritti e doveri del GDPR, dovrebbe essere riconosciuto come un obbligo di legge per ragioni di pari opportunità.
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Articolo 21 Costituzione italianaIl diritto di commentare gli articoli che vengono pubblicati su varie piattaforme Internet nei vari siti, blog, social network, ecc., da vari autori, giornalisti, blogger, ecc. secondo me, dovrebbe essere garantito e riconosciuto obbligatoriamente per legge. Si tratta di riconoscere il diritto alla libertà di espressione e di pensiero non  soltanto nei confronti di chi scrive l'articolo o il post, ma anche e soprattutto nei confronti di chi legge l'articolo e la può pensare diversamente da chi scrive.

Non si tratta di riconoscere il diritto all'insulto, ma di riconoscere il diritto di critica.

Mi capita di leggere articoli anche su siti istituzionali, giornali online, siti tecnici, ecc. che non offrono la possibilità di commentare e di replicare a quello che l'autore dell'articolo scrive. Non lo trovo giusto e tanto meno corretto. Se tu scrivi un articolo e lo pubblichi, io lettore voglio poter avere la possibilità o meglio il diritto di replicare o criticare quello che tu scrivi, anche solo per dire, "bello, condivido" oppure "non condivido".

Questa possibilità spesso viene lasciata alla discrezionalità di chi scrive, dal titolare del sito web o del blog, discrezionalità di abilitare o meno i commenti. Secondo me, invece i commenti dovrebbero essere sempre abilitati, per obbligo di legge, su qualunque articolo viene pubblicato. Si tratta di garantire un tuo diritto, il diritto di replica, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Se tu pubblicamente dici qualcosa, io voglio poter avere il diritto di replica su quello che dici pubblicamente. E' questione di pari opportunità, di democrazia.

Come il Parlamento europeo, giustamente, ha saputo emanare il GDPR che obbliga a prendere certi provvedimenti per la tutela dei dati personali delle persone, così il Parlamento europeo, dal momento che c'è, potrebbe emanare un regolamento che riconosca il diritto di replica per tutti, obbligando a riconoscere la possibilità di commento per ogni articolo che viene pubblicato su Internet. La tecnologia (GDPR permettendo) offre questa possibilità in modo semplice, immediato ed economico. Non vedo perché non approfittarne. Qualcuno teme o ha paura del dissenso? Il dissenso spaventa il potere?

Certamente, il dissenso non è mai gradito al potere, a chi comanda e quindi cerca di evitarlo, di impedirlo, di ostacolarlo. Il consenso, di per sé, non dà fastidio. Chi è d'accordo con quanto pubblicato, di solito, non perde tempo a scrivere un commento per dirti "bravo, condivido". E' chi non è d'accordo che di solito si prende la briga di commentare, a volte anche insultare, quanto scritto e chi l'ha scritto.  E' il dissenso, la critica, il commento, la libera espressione, a dare fastidio, a infastidire il manovratore. Di conseguenza il potere cerca in tutti i modi di ostacolare il dissenso in maniera più o meno diretta o indiretta.

Il GDPR, secondo me, è anche una forma indiretta di ostacolo al diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Perché?

Perché per offrire al visitatore navigante la possibilità di commentare un articolo e quindi di manifestare liberamente il proprio pensiero su un sito web e sui suoi contenuti, secondo l'art. 21 della Costituzione italiana, occorre raccogliere un minimo di dati personali su chi si accinge a commentare, se si vuole dare un minimo di serietà all'autore del commento ed evitare lo spam, l'abuso, il trolling. Questi dati, ai sensi del GDPR, giustamente vanno raccolti con il consenso, finalizzati e protetti. Questa attività con tutto ciò che ne consegue in termini di diritti, doveri, informative, sanzioni, responsabilità, ecc. imposte dal GDPR,  può essere un serio ostacolo che può disincentivare l'abilitazione dei commenti da parte di chi gestisce blog, forum, chat, e piattaforme di social network in generale. Del resto, chi te lo fa fare di rischiare sanzioni e condanne penali per dare il diritto alla libera espressione?

Ad esempio, perché il nuovo blog di Beppe Grillo non offre più la possibilità di commentare gli articoli? Forse sarà una scelta, legittima, da parte del titolare del blog, ma che io non condivido, conoscendo l'influenza politica e sociale del personaggio Beppe Grillo, mi sarei aspettato la possibilità di commentare gli articoli sempre molto interessanti che vengono pubblicati sul blog. Che ci sia di mezzo il GDPR e lo spauracchio delle sanzioni? Lo potrei capire e per questo motivo condannerei il GDPR.

Così, testate autorevoli come AgendaDigitale.eu, tanto per fare un esempio tra tanti, offrono la possibilità di leggere articoli interessanti, scritti da autorevoli autori come Roberto Scano, Vera Gheno, Franco Pizzetti, ma chiusi ai commenti, alla replica, almeno io non ho capito come si possano commentare gli articoli su Agenda Digitale.  Perché? Che senso ha la comunicazione unidirezionale, se poi non c'è un feedback, uno scambio di opinioni tra autori e lettori?

GDPR anticostituzionale ?


  • Dal mio punto di vista il GDPR, e più in generale la legge sulla privacy, in una ottica di servizio al cittadino, viola l'art. 3 della Costituzione italiana.
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GDPR LogoIl GDPR, il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati, entrato recentemente in vigore in tutta Europa, secondo me, è anticostituzionale (ammesso che la Costituzione italiana abbia ancora valore).

Dal mio punto di vista il GDPR, e più in generale la legge sulla privacy, in una ottica di servizio al cittadino, viola l'art. 3 della Costituzione italiana.

Rileggiamolo questo articolo 3 della Costituzione italiana:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Perché ritengo che il GDPR violi l'art. 3 della Costituzione?

Perché il GDPR fa una bella distinzione tra i dati personali e dati particolari o sensibili e quelli "non particolari", quando invece l'art. 3 della Costituzione non fa distinzioni tra tra i dati di razza, sesso, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali dei cittadini.

Leggiamo l'art. 9 del GDPR: "È vietato trattare dati personali che rivelino l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l'appartenenza sindacale, nonché trattare dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all'orientamento sessuale della persona."

Se già la Costituzione garantisce che ogni cittadino è uguale davanti alla legge con pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, allora perché il Regolamento europeo all'art. 9 invece fa distinzioni proprio su quei dati particolari, vietandone il trattamento? Non si vede proprio quale limitazione alla dignità e alla libertà dei cittadini possa derivare dal trattamento dei loro dati sensibili. Anzi, trattare dati sensibili dei cittadini può avere solo ripercussioni positive sui cittadini stessi che possono essere serviti meglio, in modo più efficiente, mirato ed intelligente da chi (enti, imprese, professionisti) fornisce i servizi ai cittadini. Non confondiamo il trattamento dei dati con la discriminazione sociale che sono due cose diverse. E' giusto condannare e punire la discriminazione sociale, ma è sbagliato punire e sanzionare chi tratta i dati dei cittadini senza il loro consenso esplicito e informato. Per fare un esempio, se so che una persona è mussulmana (orientamento religioso), so che probabilmente certi alimenti preferisce evitarli e quindi mi posso regolare nei suoi confronti evitando di servirgli alcolici o carne di maiale. Se so che una persona soffre di una certa patologia (dato sanitario), posso evitare comportamenti e decisioni che potrebbero essere pericolose per la sua salute. E' una scelta di rispetto e di libertà nei confronti di una persona, se posso sapere che ha un particolare orientamento religioso, politico, sessuale o è affetto da certi patologie. Ritengo quindi il GDPR una gran stupidaggine europea.

Certamente, ci possono anche essere abusi da parte di soggetti che sfruttano la conoscenza  degli orientamenti delle persone per trarne un vantaggio personale. Tuttavia ciò riguarda una serie di  comportamenti che vanno trattati e sanzionati a parte e che hanno poco a che vedere con il trattamento dei dati.

Il GDPR non rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale, ma ne introduce di nuovi in violazione dell'art. 3 della Costituzione. Per esempio, l'obbligo di nominare un DPO (Data Protection Officer), art. 37 del GDPR,  è un ostacolo di ordine economico, perché il DPO è un professionista che va pagato e occorre disporre delle risorse economiche per poterlo pagare. Trattare dati definiti sensibili anche senza il consenso dell'interessato, senza nominare un DPO, non vuol dire limitare o violare la dignità e la libertà dei cittadini, ma vuol solo dire semplificare e facilitare la conoscenza dei cittadini, dei loro orientamenti in modo da poterli servire meglio e predisporre la logistica al loro servizio in modo più efficiente. Per questo ritengo il GDPR una gran stupidaggine europea in violazione della costituzione.

Richiedere il consenso esplicito per il trattamento dei dati sensibili come obbliga il GDPR è un altro ostacolo di ordine economico e burocratico, perché impone procedure che comportano dei costi per chi deve offrire dei servizi ai cittadini al fine di permettere il pieno sviluppo della loro persona umana. Per questo ritengo il GDPR una gran stupidaggine europea, anticostituzionale perché in violazione dell'articolo 3 della Costituzione, per cui ne chiedo e ne auspico l'abolizione.  Ciò non significa negare il diritto all'oblio, se una persona chiede che i suoi dati vengano cancellati o non trattati da un certo soggetto.

Per finire, ricordo che l'Informatica è la scienza dell'informazione, la scienza che si occupa di come trattare l'informazione e quindi i dati informativi (sensibili o meno) in forma automatica. Il GDPR è solo un ostacolo e un intralcio per la scienza dell'informazione e il suo sviluppo.

GDPR - La gestione del consenso


  • Per gestire il consenso informato dei cookie di profilazione voluto dal GDPR, segnalo una utility su Cookie Consent by Insites, a mio avviso interessante e molto utilizzata
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Fortune cookie

Fortune cookie (Photo credit: Wikipedia)

Con il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati, chiamato GDPR, pare che occorra chiedere obbligatoriamente il consenso informato al trattamento dei dati anche solo se si hanno siti web che installano cookie particolari o se si fa da intermediari alla memorizzazione di cookie di terze parti che fanno profanaz.. ehm... profiliaz... ehm... come si dice ... profilazione dei sacri dati dei visitatori.
Per gestire questo consenso informato, tra tante soluzioni gratuite, a pagamento, semigratuite, da alcuni anni è uscita una utility su Cookie Consent by Insites, a mio avviso interessante e molto utilizzata. Si tratta di un pezzo di software gratuito, free e open source in JavaScript da configurare e aggiungere alle pagine del sito web. Il codice visualizza un banner che può essere configurato come "opt in" o "opt out" attraverso il quale si può configurare uno o più  cookie tecnici per memorizzare e monitorare il consenso degli utenti che visitano il sito ad accettare o rifiutare i cookie di ... profanazione dei sacri dati degli utenti, sì quelli che ti profilano, tanto per capirci. L'accettazione o il rifiuto dei cookie viene fatto tramite click su certi bottoni da configurare come mostrato nell'esempio 7 del pacchetto.
Particolarmente interessante e istruttivo, secondo me, è appunto l'esempio 7 del pacchetto che mostra come funzionano le JavaScript API che il pacchetto mette a disposizione, anche se la documentazione allegata lascia un po' a desiderare e non sono sempre facili da implementare. Si tratta di una bozza dalla quale partire per completare o arricchire la gestione del consenso.
Una volta memorizzato il cookie che tiene traccia dei vari consensi sul terminale del visitatore, è poi possibile andare a testarlo, prima di caricare o memorizzare i famigerati cookie, per vedere se il visitatore ha dato o meno il consenso.  Questa verifica io preferisco farla con uno script PHP lato server che non tramite JavaScript che essendo uno script lato client, secondo me ha poco senso, dal momento che i browser, i software di navigazione come Firefox, Chrome, Internet Explorer, ecc. già offrono nelle loro opzioni di configurazione la possibilità di accettare, rifiutare o cancellare i cookie alla loro scadenza o alla chiusura del browser.

GDPR e la protezione del risparmio


  • L'ipocrisia europea prevede un regime sanzionatorio e penale pesantissimo con il GDPR per aziende e persone fisiche che violano o perdono i dati personali altrui, ma poi trascura di tutelare a dovere le vittime delle banche in crisi o in bancarotta.
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Il GDPR prevede sanzioni pesanti per la violazione delle norme del Regolamento europeo in materia di protezione e perdita dei dati personali.
Europe at night.

Europe at night. (Photo credit: Wikipedia)

Ma per quanto riguarda la perdita dei risparmi dei cittadini ad opera delle banche, quelle banche nelle quali apri il conto corrente e depositi i tuoi risparmi, per poi scoprire che se la banca va in crisi o in bancarotta e fallisce, i creditori si possono rifare anche sui tuoi risparmi investiti in azioni e obbligazioni dalla banca, termine che va sotto il nome di bail-in (trad: cauzione interna) e che si riferisce a un sistema di risoluzione di un'eventuale crisi bancaria voluto dall'Europa nel quale è previsto l'esclusivo e diretto coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti, correntisti della banca stessa nel salvataggio della banca, quali protezioni del risparmio e sanzioni nei confronti dei responsabili delle crisi bancarie?
Capisci l'ipocrisia europea? Da un parte esiste il GDPR che prevede sanzioni pesantissime per chi viola o perde dati personali altrui, dall'altra parte esiste il Bail-in che, in caso di crisi bancaria, bancarotta, non prevede alcuna forma di controllo e tutela del risparmio, ma chiama in causa il correntista con i suoi risparmi nel salvataggio della banca.
Mi dispiace, ma un'Europa siffatta, dove da una parte si dà ai dati personali un valore esagerato che non hanno, prevedendo un regime sanzionatorio e penale assurdo e poi, dall'altra, si trascura di tutelare a dovere le vittime delle crisi bancarie, io non la voglio.

GDPR, il dazio dell'Europa


  • Con il GDPR, la nuova normativa europea sulla privacy (Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016) che entra in vigore il 25 maggio 2018, l'Europa, a mio avviso, infligge e impone ad aziende e organizzazioni europee ed extra europee una sorta di mega dazio da far impallidire i dazi americani
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Multi-orientable Italian toilet paper holder

Multi-orientable Italian toilet paper holder (Photo credit: Wikipedia)

Con il GDPR, la nuova normativa europea sulla privacy (Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016) che entrerà in vigore il 25 maggio 2018, l'Europa, a mio avviso, si è auto-inflitta e ha imposto ad aziende e organizzazioni europee ed extra europee una sorta di mega dazio da far impallidire i dazi del presidente americano Donald Trump.

Qual è il significato della parola "dàzio". Lo dice il vocabolario loZingarelli: "Somma dovuta allo Stato e, in passato, al comune per l'entrata o l'uscita di merce dal suo territorio". In questo caso la "merce" sono i dati delle persone.

Sì, perché l'adeguamento alla nuova normativa da parte di aziende, enti, professionisti, ecc, non solo comporta una pesante spesa aggiuntiva, una somma di denaro da esborsare che va a rendere meno competitivi i prodotti e i servizi europei che costeranno di più, ma comporta anche il pagamento di pesanti sanzioni, una somma aggiuntiva dovuta allo Stato, in caso di violazione delle normative e che andrà a ripercuotersi sui prezzi dei prodotti e dei servizi, soprattutto europei, rendendo l'Europa un terreno rischioso per le aziende non europee che ci penseranno su due volte prima di investire in Europa.

Naturalmente non viene usata la parola "Dàzio" che suona male alle orecchie di cittadini e imprese. Viene invece usata la parola GDPR: General Data Protection Regulation che suona meglio e viene digerita meglio dai cittadini, facendo finta di fargli credere di avere a cuore la protezione dei loro dati.

Dal mio punto di vista è una gran menata, una supposta ben impacchettata per metterla in quel posto ai cittadini europei. Non se ne sentiva il bisogno di una normativa mega-burocratica di 180 e più pagine volta a incrementare il lavoro buroindotto.

Se ci pensi bene, i dati anagrafici, i dati sanitari, come quelli giudiziari, religiosi, politici, ecc., di per sé non hanno un valore, non sono una merce da proteggere, da nascondere in un sistema sano, in una economia e in una società sana. I dati diventano una merce da proteggere solo in un sistema malato, in una società e in una economia malata e perversa quale è la nostra economia di mercato e di capitalismo selvaggio. Solo in una economia di mercato, in una società individualista basata sulla competizione, i dati diventano merce e possono acquisire un valore di mercato funzionale al marketing, alla vendita di prodotti di consumo, all'orientamento politico e religioso. 

Solo in una società malata si sente la necessità di proteggere i dati come se fossero una sorta di diritto d'autore, una proprietà privata oggetto di predazione da parte di chi non ha scrupoli. In una società malata come la nostra, basata sul capitalismo selvaggio, non sono i dati delle persone, dei cittadini, la merce principale da proteggere. Sono invece le risorse comuni le merci da proteggere. E quando parlo di risorse comuni mi riferisco all'acqua, al diritto di accesso all'acqua, alla terra, al diritto di accesso alla terra, all'aria, al mare, alle risorse energetiche, al diritto di accesso all'energia, ai frutti della terra e del mare, al cibo, ecc. merci che vanno sotto il nome di "beni comuni".

Tutte risorse che invece vengono sistematicamente inquinate e sottratte ai cittadini per conferirle ad enti privati di tipo capitalistico e finanziario legittimando il loro accaparramento dietro il pagamento di somme da parte di entità private, invece di riconoscere e riaffermare il concetto che le risorse, come i dati delle persone, sono beni comuni e come tali devono restare a disposizione di tutti.

Algoritmi al governo


  • Proposta alternativa alle elezioni politiche che ritengo obsolete: l'algoritmo come potenza computazionale, la tecnologia blockchain non per finalità finanziarie e speculative come avviene ora, ma per finalità sociali nel rispetto delle risorse ambientali e delle istanze umane su basi di uguaglianza e giustizia.
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Italiano: Cartina dei 475 collegi uninominali ...

Quest'anno, a Marzo, si dovrebbero tenere le votazioni per eleggere i candidati per il rinnovo dei due rami del Parlamento: Il Senato e la Camera dei deputati.

Con il progresso tecnologico, scientifico  e culturale, dal mio punto di vista, come ho spiegato già in un precedente articolo, le elezioni tradizionali sono ormai diventate obsolete e, secondo me, non rispondono più alle esigenze di una società in continua evoluzione e trasformazione. Per cui andare a votare, per me, non ha più significato, perché possiamo trovare nuove e più efficienti forme di governo e di amministrazione in grado di garantire democrazia, giustizia nel rispetto delle istanze di ogni cittadino.

Cosa propongo quindi in alternativa alle elezioni tradizionali? Propongo l'Algoritmo su protocollo criptato come per esempio il protocollo Blockchain (che in questo caso non ha niente a che vedere con i bitcoin e le criptomonete).

Sì, la mia cultura informatica mi porta a pensare in termini di algoritmi e non in termini di voti, per cui io propongo un algoritmo open source (a codice aperto) da scrivere e da implementare su uno o più computer interconnessi, sotto il controllo di tutti i cittadini a mezzo di database distribuiti, nel rispetto dei principi costituzionali. Visto che gli algoritmi sono in grado di governare le risorse di un computer, non vedo perché non possano governare le risorse di una società.

An animation of the quicksort algorithm sortin...

An animation of the quicksort algorithm sorting an array of randomized values. (Photo credit: Wikipedia)


Ogni cittadino fa pervenire, tramite un protocollo tipo blockchain per esempio, le sue istanze non al suo referente alla Camera o al Senato tramite il voto, ma al "computer centrale" che sostituisce il Parlamento e gli attuali deputati e senatori. Il Computer centrale riceve le istanze provenienti da tutti i cittadini in tempo reale e le elabora secondo i criteri costituzionali di uguaglianza e di giustizia da scrivere nell'Algoritmo (di intelligenza artificiale) e restituisce risposte e soluzioni sulla base delle risorse disponibili, delle necessità e delle richieste pervenute.

Se una richiesta non è fattibile, l'algoritmo illustra cosa si può fare per renderla fattibile e se le modifiche necessarie ricevono l'approvazione non della maggioranza, ma di tutti i cittadini, il 100% dei cittadini, l'algoritmo provvede a realizzare le modifiche negli assetti socio economici di ogni cittadino al fine di realizzare la richiesta, altrimenti la scarta. Se anche solo un cittadino non approva le modifiche, l'algoritmo può tentare di andare incontro alle istanze del cittadino dissenziente offrendo soluzioni alternative da riproporre a tutti i cittadini in un loop che può anche essere infinito al fine di ottenerne l'approvazione all'unanimità, prima di scartarla.

E' chiaro che un approccio di questo genere richiede profonde modifiche nell'assetto socio-economico e politico della società a partire dalla delegittimazione della Proprietà Privata per rendere possibile l'assegnazione delle risorse comuni in uso e non in proprietà al cittadino che ne ha bisogno, per essere riassegnate alla comunità al termine del loro utilizzo. Gli inconvenienti possono essere quelli che noi informatici chiamiamo deadlock (stallo), dove le richieste della maggioranza possono venire bocciate dalla minoranza o da un bastian contrario.

Ecco quindi che la minoranza o il bastian contrario acquisisce la sua importanza condizionando la maggioranza che non può fare come vuole, perché senza il consenso della minoranza l'algoritmo si ferma, a meno che l'algoritmo trovi la soluzione e raggiunga un accordo che tenga conto delle istanze della minoranza o del bastian contrario di turno.

Una società controllata da uno o più algoritmi richiede che il cittadino abbia fiducia nell'algoritmo e questa fiducia la può dare se l'algoritmo è a codice aperto, sotto il controllo dei cittadini stessi che possono intervenire per modificarlo quando necessario, con modifiche improntate su criteri di uguaglianza, giustizia e sicurezza. Il protocollo blockchain (attualmente usato nelle transazioni da diverse cripto-monete) è solo un possibile esempio di  implementazione per tenere una traccia sicura delle domande e delle offerte provenienti dai cittadini e dallo "Stato".

Questa è la mia bozza di proposta in alternativa alle elezioni che ritengo superate, obsolete e non più rispondenti alle dinamiche di modelli sociali ed etnie sempre più interconnesse e conviventi: usare la potenza computazionale e la tecnologia blockchain non per finalità finanziarie e speculative come avviene ora, ma per finalità sociali nel rispetto delle risorse ambientali e delle istanze umane, su basi di uguaglianza e giustizia, indipendentemente dalle forze politiche in campo e delle loro istanze che premiano sempre e solo il più forte (la maggioranza), coloro che hanno i mezzi e le forze per condizionare l'opinione pubblica verso i loro interessi privati o quelli dei loro sostenitori politici.

DroidScript, scrivere applicazioni per Android


  • DroidScript è un piccolo e istruttivo ambiente di sviluppo per terminali Android che io trovo utile per scrivere applicazioni e programmi in Javascript
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The official online color is: #A4C639 . 한국어: 공...

DroidScript è un piccolo e istruttivo ambiente di sviluppo per terminali Android, ricco di esempi e tutorial che io trovo utile per scrivere applicazioni e programmi in JavaScript, soprattutto per chi vuole iniziare a imparare a programmare semplici applicazioni per Android.

Lo puoi scaricare e installare sul tuo terminale Android collegandoti al Playstore di Google dal tuo terminale.

Te lo segnalo qui, così come l'ho segnalato sul mio canale Facebook.

Un ambiente di sviluppo integrato per terminali Android.

Pubblicato da Piero Bosio su Venerdì 12 maggio 2017

Quesito referendario, Costituzione a confronto


  • Il testo di legge di riforma costituzionale sul quale voteremo al referendum, confrontato con il testo della Costituzione.
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Italiano: Pieve Fissiraga - Monumento alla Cos...

Italiano: Pieve Fissiraga - Monumento alla Costituzione della Repubblica Italiana (Photo credit: Wikipedia)

In questo post ho fatto un copia - incolla del testo di legge costituzionale come riportato in Gazzetta Ufficiale GU Serie Generale n.88 del 15-4-2016 (www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg) aggiungendo, per ogni articolo della costituzione modificato, quello originale da modificare, altrimenti trovo difficile capire cosa va a modificare il testo della Riforma costituzionale.

Per capire meglio il quesito referendario sul quale si vota e quali modifiche vengono fatte al testo costituzionale originale consiglio la lettura del testo: La Riforma Costituzionale (Testo a fronte con la Costituzione vigente) backup link: ac0500n.pdf

L'art. 11 modifica l'art. 71 della Costituzione, per cui occorrono centocinquantamila firme anziché cinquantamila per proporre una legge di iniziativa popolare. Il popolo ci rimette e lo prende in quel posto, un valido motivo per votare No incazzati.

Non capisco l'art 15 che modifica e sostituisce l'art. 75 della Costituzione che riguarda le modalità di convocazione e validità dei referendum. Ho dato una mia interpretazione più avanti.

Con l'art. 17 che modifica l'art. 78 della Costituzione, viene esautorato il Senato dal deliberare lo stato di guerra. Del resto al Senato restano solo più competenze territoriali limitate.

Con l'art 24 che modifica l'art. 88 della Costituzione il Presidente della Repubblica può solo sciogliere la Camera dei deputati. Buon per lui.

Con l'art. 28 viene abrogato l'art. 99 della Costituzione. Abrogare un articolo della Costituzione che definisce il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) significa sopprimere il Consiglio stesso? L'art.40 sopprime il CNEL. Io avrei eliminato anche la Corte dei Conti e il Consiglio di Stato.

Con l'art. 29 che modifica l'art. 114 della Costituzione verrebbero  abrogate le Province. Un valido motivo per votare Sì ad occhi chiusi.

Con l'art. 31 che sostituisce l'art. 117 della Costituzione verrebbero ridefinite o aggiornate le competenze o meglio le potestà legislative tra Stato e Regioni. Molto interessante.

Con l'art. 35 che modifica l'art. 122 della costituzione verrebbero posti dei limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza. Dovrebbero essere i cittadini a definire gli emolumenti dei componenti gli organi regionali e statali.

Per approfondimenti scaricare il testo La Riforma Costituzionale, backup link: AC0500P.pdf


Riforma costituzionale: il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale
Disegno di legge, 12/04/2016 , G.U. 15/04/2016 Pubblicato il 18/04/2016


CAMERA DEI DEPUTATI
TESTO LEGGE COSTITUZIONALE

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075) (GU n.88 del 15-4-2016)


Standard of former presidents of the Republic ...

Standard of former presidents of the Republic of Italy (Photo credit: Wikipedia)

Avvertenza:
 
Il testo della legge costituzionale e' stato approvato dal Senato della Repubblica, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera dei deputati, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 12 aprile 2016. Entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del testo seguente, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque Consigli regionali possono domandare che si proceda al referendum popolare. Il presente comunicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 3 della legge 25 maggio 1970, n. 352.

Il comico e l'economista 4


  • Questo è il quarto post della serie: Il comico e l' economista. Il comico è Beppe Grillo uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, mentre l'economista è Mario Monti, senatore a vita.
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Bettino Craxi

Bettino Craxi (Photo credit: Wikipedia)

Questo è il quarto post della serie "Il comico e l'economista" dove il comico è (o era) Beppe Grillo uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, mentre l'economista è Mario Monti, senatore a vita.

La questione mi piace sintetizzarla, dal mio punto di vista, nei seguenti termini..

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Ber...

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

Esiste un "ricco" signore ed esiste un "povero" signore, da che mondo è mondo. Il povero si rivolge al ricco per chiedergli dei soldi in prestito. Il ricco concede i soldi in prestito al povero perché li investa in strumenti di lavoro che gli permettano di lavorare e lo sollevino dalla sua condizione di "povertà" in modo da poter arricchirsi e restituire il prestito al ricco signore con gli interessi. A garanzia del prestito ottenuto il povero, ingenuamente, ci mette la sua casa e quella degli amici.

Ottenuto il prestito, il povero non spende i soldi per comprarsi un computer e l'attrezzatura per progettare sistemi automatici computerizzati per la pulizia dei cessi e delle latrine degli edifici pubblici da vendere sul mercato globalizzato  realizzando un profitto per arricchirsi e per ripagare il prestito con gli interessi come vorrebbe il ricco signore, ma utilizza e spende il prestito per pagare le vacanze in Grecia all'amica, all'amico, all'amica dell'amico, all'amico dell'amica, ecc., proprio come ha letto nelle pagine del Vangelo dove Gesù dice ai discepoli di usare le inique ricchezze per farsi degli amici così quando non avranno più ricchezze gli amici li ospiteranno nelle loro dimore.

Fatto sta che con il tempo i soldi del prestito stanno per finire e il "povero" signore si trova di nuovo quasi senza soldi e per rimanere amico dei suoi amici è costretto a rivolgersi di nuovo al "ricco" signore per chiedere un altro prestito per poter continuare a mantenere le vacanze in Grecia agli amici e agli amici degli amici che lo acclamano e lo osannano.

Ora però, il ricco signore prima di concedere un altro prestito al povero signore vuole che gli venga rimborsata almeno una parte del precedente prestito con gli interessi, minacciando, in caso contrario, di pignorare la casa al povero signore e ai suoi amici. Perché nella ipocrisia di una economia capitalista che ama definirsi buona funziona così: i debiti vanno onorati, altrimenti si viene dichiarati falliti. Al che il povero signore si vede costretto, piangendo, a revocare le vacanze in Grecia agli amici e agli amici degli amici, a richiamarli al lavoro a casa con buona pace di Gesù e del Vangelo.

A questo punto gli amici del povero signore incominciano a storcere il naso e ad arrabbiarsi con lui minacciandolo di non farselo più loro amico se decide di tagliare le loro vacanze in Grecia, costringendoli a ritornare a casa a lavorare.

Il povero signore, purtroppo, non ha alternative, lui vorrebbe continuare a pagare le vacanze in Grecia dei suoi amici con i soldi del ricco signore, ma deve interrompere le vacanze in Grecia degli amici se vuole ottenere dal ricco signore una proroga sulla restituzione del prestito con gli interessi che nel frattempo sono cresciuti, perché l'interesse è composto e non perdere la casa data in garanzia. Naturalmente gli amici e gli amici degli amici del povero si incazzano tutti e lo mandano a stendere, non  facendolo più loro amico.

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activ...

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activist and blogger. (Photo credit: Wikipedia)

Nel frattempo entra in scena un altro povero signore più simpatico del precedente povero. Questo signore sa far ridere e sa raccontare barzellette e battute molto meglio del precedente povero anche quando ci sarebbe da piangere, uno che tutti vorrebbero come amico anche perché questo nuovo povero è arrabbiatissimo, furibondo, con il ricco signore e con i suoi amici banchieri che stanno ricattando il povero signore e i suoi amici minacciando di vendergli la casa. Lui vuole salvare la casa dell'altro povero che rischia di essere venduta all'asta perché pignorata. Infatti questo nuovo povero ha scoperto che la casa dell'altro povero è poi anche casa sua.

Questo nuovo povero più simpatico che tutti vogliono come amico, per salvare la casa dell'altro povero che è anche la sua, dalla vendita all'asta, deve in qualche modo andare a parlare con il ricco signore per trovare un accordo, una proroga, un compromesso, perché il ricco signore rivuole indietro i suoi soldi con gli interessi e non è più disposto a fare prestiti e tanto meno a fare sconti al povero signore e ai suoi amici.
Prof. Mario_Monti

Prof. Mario_Monti (Photo credit: Wikipedia)


Per parlare con il ricco signore che ci ha messo i soldi, poiché il nuovo povero e il ricco signore non si conoscono direttamente tra di loro, questo nuovo povero più simpatico, deve prima incontrarsi con l'amico di fiducia del ricco signore che ha gli agganci giusti e conosce il giro del ricco signore al quale presentarlo per farselo amico in modo che possa fare da intermediario per guadagnarsi un minimo di credibilità e fiducia dal ricco signore, perché essere referenziati dagli amici è sempre meglio che non esserlo ed è più probabile raggiungere un compromesso, un accordo, una proroga, con il ricco signore che vanta indietro i suoi soldi con gli interessi.


Serafino Massoni detta a Luigi Di Maio il programma politico


  • In questo video, il noto scrittore e filosofo Serafino Massoni detta a Luigi Di Maio il programma politico sulla Famiglia e sulla Proprietà Privata.
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In questo video come in altri video precedenti e successivi, il noto scrittore e filosofo Serafino Massoni detta a Luigi Di Maio il programma politico su Famiglia e Proprietà Privata.




Altro video di Serafino Massoni per Luigi Di Maio su patriarcato, matriarcato, capitalismo, proletariato, famiglia, proprietà privata: https://youtu.be/KT6LtGIr2tc

Voglio IPv6


  • Il protocollo TCP/IP verso IPv6 soluzione all'esaurimento degli indirizzi IPv4. Segnalazione corso aggiornamento IPv6 Consorzio Garr
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A little diagram of an IP address (IPv4)

A little diagram of an IP address (IPv4) (Photo credit: Wikipedia)

L'indirizzo IP è un numero univoco che viene assegnato ad ogni dispositivo che si collega ad Internet. Gli indirizzi IP fanno parte dell'architettura di rete TCP/IP (Trasmission Control Protocol/ Internet Protocol). Si tratta di un protocollo a commutazione di pacchetto usato fin dagli anni '70 da DARPA (l' Agenzia del Dipartimento della Difesa americano per la ricerca ad uso militare) per connettere i computer in rete. L'Internet Protocol si colloca a livello di Network (ARP ICMP, routing) mentre il Transport Control Protocol insieme a UDP si colloca a livello Transport nel modello ISO/OSI.

I primi due livelli del modello ISO/OSI (Phisical e Data Link) non sono specificati per TCP/IP e si appoggiano a diversi protocolli esistenti. Ad esempio per quanto riguarda le reti locali abbiamo Ethernet/IEEE802.3, mentre per le reti globali o geografiche abbiamo ATM, PPP, HDLC, ecc.

Il protocollo IP, a differenza del protocollo TCP che è di tipo connection-oriented, è un protocollo semplice di tipo datagram, non connesso e se ne vuoi sapere di più, puoi scaricarti da Internet il file RFC 791 che nel punto 3 definisce l'Header del pacchetto IP.

Fanno parte dell'Header del pacchetto IP il Source IP Address e il Destination IP Address, cioè gli indirizzi IP sorgente e destinazione dei dispositivi che devono comunicare, indirizzi che hanno una dimensione di 32 bit equivalenti a 4 byte da 8 bit.

I 32 bit dell'indirizzo IP sono il principale limite del pacchetto IP perché, con il tempo e il crescere della rete e dei dispositivi ad essa collegati, gli indirizzi IP che vengono assegnati ai grossi operatori per poi essere ridistribuiti agli utenti finali, si sono esauriti. Per cui un nuovo operatore che chiede nuovi indirizzi IPv4 non ne trova più di disponibili  a meno che non se li faccia dare (obsoleti) da quelli che se li sono già accaparrati (pagando ovviamente).

English: IPv6 Header Français : En-tête IPv6

English: IPv6 Header Français : En-tête IPv6 (Photo credit: Wikipedia)

La soluzione all'esaurimento degli indirizzi IP è il passaggio ad un indirizzo IP di dimensioni maggiori. Per questo motivo è stato pensato e implementato il protocollo IPv6 che prevede indirizzi IP di sorgente e destinazione con dimensioni di 128 bit equivalenti a 16 byte da 8 bit raggruppati in 8 words da 16 bit in formato esadecimale.

Non sto qui a spiegarti il protocollo IPv6 sul quale mi devo ancore aggiornare bene. Ti segnalo che il Consorzio Garr, la Rete italiana dell'Università e della Ricerca, già da alcuni anni, offre un interessante ed esauriente corso in autoapprendimento su IPv6 in italiano al quale iscriversi.

Per gestire gli indirizzi IPv6 occorre aggiornare il software (in alcuni casi anche l'hardware) soprattutto occorre aggiornare il firmware dei modem e dei router più vecchi che ti collegano a Internet. Ben poche case costruttrici di modem e router domestici offrono la possibilità di aggiornare il firmware dei loro apparati più vecchi a IPv6. Il più delle volte sei costretto a continuare a usare il tuo vecchio apparato su IPv4, magari ricorrendo a stratagemmi software come il tunneling come il Tunnel software 6to4 e simili o IPv6 Tunnel Broker offerto da HE Hurricane Electric e simili oppure a cambiare modem/router con uno già aggiornato.

Occorre poi che il provider al quale ti connetti ti offra un indirizzo o una classe di indirizzi IPv6, altrimenti ciccia, resti su IPv4 con tutti i suoi limiti anche con il modem/router aggiornato.

Tuttavia, se poi gestisci un sito web e lo vuoi fare diventare visibile anche su rete  IPv6, il tuo provider deve prevedere questa possibilità sia da un punto di vista software che hardware comunicando nel DNS dei name server entrambi gli indirizzi IPv4 e IPv6 della macchina che ospita il tuo sito web, attraverso gli appositi record A e AAAA.

Oltre al corso in italiano del Garr che ti ho già segnalato, puoi trovare altri corsi su IPv6 in inglese presso il Ripe:
www.ripe.net/publications/ipv6-info-centre/training-and-materials

La cazzata del Refresh automatico delle pagine web


  • Voglio dire che il refresh o reload automatico delle pagine web, dal mio punto di vista, è una gran cazzata poco utile ed è uno spreco di risorse.
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Pagine di Testo IntraText: esempio delle pagin...

Pagine di Testo IntraText: esempio delle pagine di testo del formato IntraText (Photo credit: Wikipedia)

Voglio dire che il refresh automatico delle pagine web, chiamato anche "reload automatico" dal mio punto di vista, è una gran cazzata, poco utile che fa perdere la pazienza al lettore.

Con il refresh automatico, il webmaster che lo implementa nelle pagine web dimostra, secondo me, solo tanta incompetenza e scarsa sensibilità nei confronti del navigatore.

Il refresh automatico di una pagina web fa perdere il filo del discorso al lettore che non ha ancora terminato di leggere la pagina web, soprattutto quando si tratta di una pagina con molto testo, costringendo il lettore a scrollare la pagina dall'inizio per riprendere la lettura della pagina dal punto in cui è stata persa. Non solo, il refresh automatico delle pagine web è uno spreco di risorse che costringe il client http del lettore a ricaricare la pagina e quindi a consumare dati inutilmente che poi vengono addebitati sul profilo dati del contratto stipulato dal lettore con l'operatore di telecomunicazioni. Se la pagina è "pesante" cioè ricca di foto e contenuti multimediali, il costo in termini di consumo dati si fai poi sentire.

Evidentemente i programmatori webmaster che implementano con tanta superficialità il refresh automatico nelle pagine web, a mio avviso, dimostrano solo tanta ignoranza e incompetenza informatica dovuta al fatto che, per loro, il "tempo cpu" non è una risorsa preziosa che ha dei costi, così come per loro non è una risorsa preziosa il canale di comunicazione dati dell'operatore di telecomunicazioni che ha un costo ed è comunque sempre limitato per quanto larga la banda possa essere.

Posso capire la programmazione di un refresh automatico sulla home page di un sito di news o in una pagina webmail, una chat, ma non posso assolutamente capire il refresh automatico di una pagina web interna di un sito contenente un post o una notizia statica, se non con il tentativo di aumentare artificiosamente il numero di volte che una pagina web è stata letta, a spese dell'utente navigatore.

Con il refresh o reload automatico di una pagina web, il programmatore webmaster fa passare l'utente navigatore, lettore delle pagine web, per un deficiente handicappato che non sa cliccare sul pulsante "aggiorna" o "reload" della pagina che sta leggendo.

Sarebbe bene che ogni programmatore webmaster eviti di implementare il refresh automatico delle pagine web se non strettamente necessario, altrimenti  fa girare i coglioni all'utente lettore, con il rischio di perderlo.